– Roma, 13 lug – Repubblica traccia un ritratto di Roberto Manzione, il senatore ulivista che ha presentato il subemendamento alla riforma dell’ordinamento giudiziario che ieri ha mandato in minoranza il governo, grazie ai voti della Cgil: “Quando sono in vena di gentilezze – scriove Francesco Bei – i suoi colleghi dell´Ulivo lo definiscono ‘un rompiscatole’ (il termine, in realtà, è un po´ più crudo). Del resto egli stesso non fatica ad ammettere di esser sempre stato ‘un bastian contrario’. Fin dai tempi in cui, giovane e aitante avvocato, militava a Salerno nel partito repubblicano e intanto strizzava l´occhio alla nascente Alleanza democratica di Adornato e Bordon”. “Eccolo di nuovo sulla breccia il Manzione-guastatore – si legge nell’articolo -, uno che dall´inizio della legislatura può vantare più polemiche contro la maggioranza che qualsiasi altro senatore berlusconiano. A febbraio scorso è tra i sei ‘obiettori’ dell´Ulivo che si assentano dall´aula per far passare il ‘trappolone’ di Calderoli sulla base Usa di Vicenza. E di chi era la firma sull´ordine del giorno che chiedeva a Visco di ‘utosospendersi’ per il caso Speciale? Sempre la sua: Roberto Manzione. ‘Bastian contrario’, come quando passò settimane a battersi per riconoscere ai radicali i loro diritti sugli 8 seggi contestati di palazzo Madama. Il problema è che uno degli 8 che avrebbe dovuto tornare a casa era il collega della Margherita Luigi Zanda, che non gradì affatto. Ne nacque una lite furibonda, che qui vale la pena ricordare solo perché al termine Manzione decise di ‘autosospendersi’ dall´Ulivo. Il quotidiano ricorda che “con Mastella invece, più che una semplice lite c´è stata una rottura anche umana. Manzione infatti – che era tra i fondatori dell´Udeur e ne fu capogruppo alla Camera – restò nella Margherita quando il suo capo decise di mollare gli ormeggi dal rassemblement centrista. Mastella, anche se oggi assicura che ‘il rapporto di amicizia è rimasto intatto’, la prese come un tradimento personale. E oggi si ritrova di nuovo colpito e affondato dall’’amico’ Manzione”.