– Roma, 13 lug – “La mia opinione è nota: credevo alla possibilità di una partenza un po’ diversa, in cui la pluralità dei candidati, anche dentro le stesse famiglie politiche, poteva farci bene. Ora non è affatto da escludere che ce ne sia più di uno. Anzi, non credo proprio che avremo un candidato solo, Comunque, non mi piacerebbe che, sotto l’ombrello dell’unico candidato, si creassero delle correnti preorganizzate”. Lo dice il ministro Pierluigi Bersani all’Unità, che gli chiede se ha avuto un ripensamento rispetto alla decisione di non candidarsi: “No, no, sono già tre giorni che non ci penso più”, risponde il ministro. “Il mio ruolo sarà quello di aiutare, portando in giro delle idee. Cercherò in questi mesi delle occasioni per poter dire con quali convinzioni appoggio la candidatura di Veltroni. Se ci sarà gente che è d’accordo ben venga. Ma nessuna lista Bersani: non farò il feudatario”. Dopo aver definito “soddisfacenti” le regole varate dal Comitato dei 45, Bersani esprime qualche perplessità sul “manifesto” di Rutelli: “Non riesco a ragionare in un’ottica così di breve periodo. Stiamo facendo il partito del secolo, dunque le proposte devono essere precise e gli orizzonti più lunghi. Il Pd può anche accettare una traversata del deserto, altro che alleanze”.