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UE, BERSANI: BENE SI’ BRUXELLES A QSN 2007-2013, ORA SI PARTE (1)

it@withub.it by it@withub.it
13 Luglio 2007
in Archivio News dal mondo
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– Roma, 13 lug – “La Commissione europea ha approvato in via definitiva il Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007-2013 dell’Italia. Soddisfatti di questo esito, siamo pronti per passare alle azioni concrete: questa è un’occasione che non possiamo permetterci di sprecare”. E’ il commento del ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, al via libera di Bruxelles all’atto di indirizzo sulla politica di coesione che il governo italiano ha presentato all’Unione europea con l’obiettivo di colmare il divario tra le aree più sviluppate del Paese e quelle sottoutilizzate, prevalentemente nel Mezzogiorno. L’approvazione del QSN consentirà il varo dei programmi nazionali e regionali finanziati con le risorse dell’Unione europea, e di definire i progetti che saranno finanziati con le risorse nazionali. Complessivamente – tra finanziamenti comunitari, cofinanziamenti italiani e risorse del Fondo aree sottoutilizzate – si tratta di 123 miliardi di euro nel settennio 2007-2013, 100 dei quali destinati alle regioni del Mezzogiorno. Il Qsn ha individuato dieci obiettivi strategici su cui puntare: risorse umane, in termini di miglioramento dell’istruzione e della formazione; ricerca e innovazione; efficienza energetica, ambiente e uso sostenibile delle risorse; inclusione sociale; valorizzazione delle risorse naturali, culturali e del turismo; reti e servizi di collegamento; competitività dei sistemi produttivi, attrattività delle città e dei sistemi urbani; internazionalizzazione; una pubblica amministrazione più efficiente e mercati più aperti e concorrenziali. “Si tratta certamente – sottolinea ancora Bersani – di un programma ambizioso per l’entità delle risorse coinvolte, per le scelte di sviluppo adottate e per il metodo utilizzato che, per la prima volta, mette insieme risorse nazionali (Fondo aree sottoutilizzate) e comunitarie. I problemi dello sviluppo devono, infatti, essere affrontati in maniera unitaria, ma con un’enfasi particolare nel Mezzogiorno perché è lì che i fattori di freno dell’economia nazionale (qualità dei servizi collettivi, livello delle competenze, impegno nella ricerca ed efficienza del mercato dei capitali) sono particolarmente pesanti”. (SEGUE)

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