Belluno, 23 lug – Si sono svolte tra commozione e curosità le manifestazioni nella valle di Vicdessos (Ariège – Pirenei), che nel 1939 fu teatro di una tragedia che colpì il cantiere di alta montagna di Izourt ove trovarono la morte 31 operai, di cui 29 emigranti italiani (quattro i bellunesi, rispettivamente di Quero, Santa Giustina, Sedico e Vigo di Cadore), in ricordo dei caduti e come omaggio all’emigrazione, italiana, spagnola e portoghese, che prestò e tuttora presta la sua opera nella regione. Con il titolo “Au coeur des racines et des hommes – Mémoires d’émigration” – le iniziative si sono susseguite a Tarascon, Auzat e Vicdessos, con al centro due grandi cerimonie: l’omaggio ufficiale alle Vittime, al cimitero di Vicdessos, ove riposano le salme di molte di loro e ove una stele di marmo ne ricorda il sacrificio, e la Messa solenne nello stadio di Auzat. Significativo anche il patto di amicizia stipulato tra il comune di Quero con la Comunità dei Comuni della Valle. Numerosa e vivace la presenza degli emigranti italiani della regione, soprattutto veneti e friulani. Il console d’Italia di Tolosa ha rappresentato l’Italia con i sindaci e i rappresentanti di alcune Associazioni del Triveneto.