Roma, 24 lug – La televisione va male, anzi malissimo: “Alla pervasività non corrisponde la sua qualità che è andata sempre più scadendo, per il presupposto, che quanto più si abbassa il livello di una trasmissione tanto più si allarga il target dei telespettatori”. Contiene una dura requisitoria nei confronti dell’offerta televisiva la relazione annuale del presidente dell’Autorità delle comunicazioni Corrado Calabrò. “E i bambini – ha detto provocatoriamente il presidente – se ne stanno per ore sul divano a guardare la televisione bevendo bibite e sgranocchiando merendine, patate, biscotti, bersagliati dalla pubblicità che ne stimola in modo accattivante il desiderio di mangiare”. Nonostante la diffusione di Internet, ha sottolineato Calabrò, “l’influenza della televisione sul costume e sulle opinioni è ancora enorme: per parecchi rappresenta una forma di validazione della realtà. Per non pochi è la vera realtà, sostitutiva di quella vissuta, come dimostra il successo dei reality show che sono la caricatura della realtà”. “Forte è la preoccupazione – ha aggiunto Calabrò – che possa esservi qualche nesso causale tra comportamenti antisociali e cattiva televisione. Abbiamo sanzionato la tv volgare e, in particolare, le trasmissioni lesive dei diritti dei minori”. Secondo l’Authority,