Zurigo, 29 lug – L’Associazione internazionale emigranti italiani, con la collaborazione della commissione Migrazioni dell’Osservatorio parlamentare europeo e del Consiglio d’Europa, per appoggiare le problematiche degli italiani all’estero, allo scopo di presentarle come documento programmatico alle istituzioni italiane e internazionali, ha organizzato per il 22 e 23 settembre prossimi, un raduno internazionale presso la Citta di Zurigo (Svizzera). Il programma prevede per sabato 22 settembre alle ore 19 presso la sala del Centro di Oberengstringen, Zuercherstrasse una serata danzante con cena, allietata dalla musica di “un importante complesso italiano”. Il 23 settembre alle 9.30, presso la Casa d’Italia di Zurigo, si terrà invece un convegno–dibattito dal titolo “Flusso migratorio italiano: Quali problematiche?”. Alle manifestazioni saranno presenti delegazioni del mondo dell’associazionismo, della cultura e politici italiani e internazionali. “Una politica forte a favore dei nostri emigranti dà maggiore dignità anche al nostro Paese – sottolinea Antonio Izzo, presidente della commissione Migrazione presso l’Osservatorio parlamentare europeo e del Consiglio d’Europa – Chi è emigrato, lo ha fatto perché voleva migliorare la sua situazione economica e sociale. Ma i sentimenti con cui è approdato nei nuovi Paesi sono contrastanti: se da un lato vi è la voglia di affermarsi e “di far fortuna”, per riscattarsi dallo stato di bisogno, dall’altro vi è la forte nostalgia per tutto ciò che appartiene alla vita nel proprio Paese: i cibi, gli odori, la gente e perfino il lavoro e i sacrifici fatti acquistano con la lontananza una patina rosea, che fa sembrare meno dura, la realtà della vita prima dell’emigrazione. Questa scelta, generalmente, non soddisfa gli sforzi dell’emigrante, che straniero nel Paese di emigrazione si ritrova ad essere straniero anche in Patria, poiché la permanenza all’estero opera delle sottili trasformazioni, di cui egli stesso non è ben consapevole. E sapere che le istituzioni e la società civile si interessano alle sue problematiche dà un’immagine più concreta e razionale, che trova nella voglia di ‘autoaffermazione’ il movente principale”.