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CANADA: DON VITALIANO PAPAIS RICEVE IL “MERIT FURLAN”

it@withub.it by it@withub.it
1 Agosto 2007
in Archivio News dal mondo
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Il 4 agosto prossimo, don Vitaliano Papais, sacerdote originario del Pordenonese, attualmente parroco di San Patrik a Brampton, cittadina alle porte di Toronto, sarà uno dei premiati che, nella splendida cornice del Castello di Rive d’Arcano (Udine), riceverà il riconoscimento “Merit Furlan”, conferito a tutte le “persone meritevoli in alto grado, per essersi distinte nel campo del lavoro e delle professioni, della scienza, della cultura e tradizioni friulane, dello sport e della solidarietà, nelle multiformi attività umane”. Si tratta della 24esima edizione di questo premio, patrocinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, la Provincia di Udine, la Comunità Collinare ed altre Istituzioni. Per via di un impegno quasi trentennale nel settore dell’emigrazione, svolto assieme ai tanti friulani e italiani che vivono in Canada, padre Vitaliano può vantare un curriculum di tutto rispetto, ricco di meriti acquisiti anche nella sua attività di sacerdote, prima nella Diocesi di Concordia-Pordenone e poi in quella di Toronto. Per questi motivi, proprio alcuni mesi fa il presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napoletano, lo ha insignito dell’Onorificenza di “Cavaliere dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana” per “la sua instancabile ed ammirevole attività a favore della comunità italiana in Canada e per i meriti di conseguenza acquisiti nei confronti dello Stato Italiano”. Vitaliano Papais è nato a Ramuscello di Sesto al Reghena il 7 ottobre del 1939, ed è rimasto orfano del padre Giovanni, alpino della Divisione Giulia, all’età di tre mesi. Proviene da una famiglia molto stimata e conosciuta nel Friuli occidentale, che ha avuto il ceppo a Sesto al Reghena, per diffondersi poi in tutta la provincia di Pordenone, in particolare a San Vito al Tagliamento e Zoppola, e in provincia di Udine a Codroipo, Rivignano e Variano, ma soprattutto in Canada, negli Stati Uniti e in Brasile, dove l’illustre Luigi Papais è divenuto uno dei più famosi industriali dell’America Latina. Dopo aver frequentato il Seminario Vescovile di Pordenone, guadagnandosi ogni anno una borsa di studio, Vitaliano è entrato nell’ordine dei sacerdoti nel 1964 e da subito ha operato nella Diocesi di Concordia-Pordenone nel 1964. A Toronto vi è giunto nel 1970, per assistere e servire la comunità italiana. Erano anni in cui gli emigranti, oltre a conoscere poco la lingua inglese, sentivano la mancanza di un sacerdote che tenesse viva in loro la fede acquisita nei paesi d’origine, accompagnandoli nelle tappe felici e dolorose della loro vita e di quella dei familiari, in un difficile percorso d’integrazione nel Paese di accoglienza. La Fondazione Migrantes della Chiesa Cattolica Italiana, per diversi anni diretta dal friulano Luigi Petris recentemente scomparso, ha sempre provveduto, e provvede tuttora, anche se con un numero inferiore, ad inviare sacerdoti italiani nei luoghi di emigrazione: padre Vitaliano è uno di questi, impegnandosi da subito con dedizione ad assistere i fedeli di lingua italiana della metropoli di Toronto. Naturalmente, in questa veste, ha avuto modo di dare una particolare attenzione ai corregionali, in particolare di quelli del Pordenonese, ricoprendo anche l’incarico di assistente dell’Efasce (Ente Friulano di Assistenza Sociale e Culturale), punto di riferimento dei pordenonesi nel Mondo, che festeggia quest’anno un secolo di vita, fortemente sviluppatosi durante l’episcopato del friulano Abramo Freschi. Inoltre, Papais non ha mancato di far sentire la sua voce a sostegno delle giuste rivendicazioni degli emigranti nei confronti delle Istituzioni italiane e canadesi, con le quali intrattiene ottimi rapporti di conoscenza e frequentazione, anche in considerazione dell’origine italiana e friulana di diversi dei loro rappresentanti. Tra le tante sue iniziative in terra canadese vanno ricordate: la Mica, la Micba, la Federazione dei Circoli Anziani e Pensionati Italo-canadesi di Toronto, l’Ucemi (Unione Cristiana degli Enti per gli Emigranti di Toronto) e quella di cappellano degli Alpini. Non c’è battesimo, matrimonio o funerale di conoscenti, dove la sua presenza non si faccia notare, così pure frequenti sono le sue visite alle case per anziani e ospedali per incontrare i connazionali e corregionali ricoverati. Un’ultima annotazione riguarda la cultura e la tradizione della patria Friulana, così come sono vissute a Toronto dai nostri corregionali provenienti dal Pordenonese; grazie infatti all’impegno di padre Papais, le comunità si richiamano ai Comuni di provenienza, che vedono la presenza anche di diverse centinaia di persone per ogni gruppo, festeggiando in Canada le stesse ricorrenze dei loro paesi d’origine e mantenendo intatte le consuetudini dei loro antenati.

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