Roma, 17 ago – Per il sociologo Domenico De Masi, ”bisogna prima indagare e poi, prove alla mano, parlare” perché altrimenti “si rischia di essere razzisti”. E in molti hanno puntato il dito sul fatto che la Bernardini abbia posto la questione della criminalità in base all’accento, tra questi Bocchino di An: “Mi pare ci sia oltretutto un atteggiamento un po’ razzista. Sarà un po’ il caldo che le fa dire queste cose oppure che se non dice cose così chi se ne accorge della Bernardini?”. Dello stesso avviso Mario Landolfi, presidente della Vigilanza Rai e coordinatore regionale campano di An: “Mi chiedo se Bernardini avrebbe fatto analoga considerazione se avesse ascoltato un dialetto diverso da quello napoletano. La invito a precisare meglio il suo pensiero per non incorrere in una forma di larvato razzismo”. Non si trattiene l’europarlamentare Alessandra Mussolini che rincara: “Meglio i napoletani che i cinesi”, e aggiunge: “basta ai luoghi comuni, perché la criminalità non ha una razza o una lingua particolare”. Sono in pochi a smussare i toni della polemica, ci prova Massimo Donadi, capogruppo di Idv alla Camera: “Siamo certi che nelle intenzioni di Bernardini non ci fosse la volontà di offendere nessuno, tanto meno i napoletani. Chi accusa di razzismo i Radicali dimentica la loro storia e cultura. Certamente ha usato espressioni un po’ rudi, scivolando su un luogo comune. Detto questo, è chiaro che la competenza è e rimane delle forze dell’ordine, che svolgono egregiamente il loro lavoro di contrasto alla criminalità organizzata”. Intanto gli imprenditori napoletani che hanno un’attività a Roma si sentono infastiditi dalla dichiarazione della Segretaria dei Radicali: “Quello espresso dalla Bernardini è un suo pensiero – dice Nicola Fiorillo, che a Napoli gestisce lo storico locale Augustus e ha investito a Roma dal 2001 – ci sono tanti napoletani seri e corretti, se ha dei nomi li facesse”. Tra le voci che si sono alzate anche quella del noto cantante Gigi D’Alessio: “Non lanciate accuse ma preoccupatevi di risolvere i problemi di Napoli e delle altre città” ha detto l’artista. Sono in molti a chiedere e a esigere delle scuse per quelle che Antonio Pace, presidente provinciale di Napoli di Ascom-Confcommercio, ha definito “parole sotto l’ombrellone”.