Roma, 19 ago – “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Si affida, come ovvio, al Vangelo il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, per commentare al Meeting di Rimini la questione politica del momento, ovvero l’ipotesi di uno “sciopero fiscale” proposta dalla Lega Nord. “Anche San Paolo invita a pagare le tasse – prosegue Bertone -. Tutti dobbiamo fare il nostro dovere nel pagare le tasse, secondo leggi giuste e destinando i proventi di esse ad opere giuste e all’aiuto ai più bisognosi. Il salmo 71 della Bibbia, in particolare, dovrebbe essere il programma del politico cristiano: rendere giustizia ai poveri e salvare la vita ai miseri”. Per la Chiesa pagare le tasse è un dovere, quindi. Una sconfessione del progetto leghista? I diretti interessati smentiscono. Contrariamente alle attese, infatti, la Lega sembra accogliere con favore le parole dell’alto prelato: “Le dichiarazioni odierne del cardinal Bertone rappresentano il miglior viatico per la rivolta fiscale che intendiamo mettere in atto”, ha affermato Roberto Calderoli, vice presidente del Senato e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord. “Da una parte – prosegue l’esponente leghista – il cardinale sostiene che é un dovere pagare le tasse, e noi intendiamo pagarle, così come abbiamo sempre fatto. Ma dall’altra Bertone aggiunge che è un dovere farlo quando le tasse sono dettate da leggi giuste. Ora, dopo la Finanziaria dello scorso anno e dopo la prossima che prevede nuovi tributi e contributi dai 22 ai 30 miliardi di euro, l’iniquità sarà recidiva. È quindi necessario spegnere il motore, togliendo il carburante, ad un’auto impazzita guidata da ubriachi. E la nostra rivolta fiscale toglierà appunto la benzina a questa macchina degli sprechi e l’alcol agli autisti”.
Calderoli ha concluso auspicando che “i denari finiscano nelle casse delle Regioni e non in quelle dello Stato, in modo da realizzare concretamente quella solidarietà e quella finalità di aiutare i più poveri e i più deboli, di cui ha parlato il cardinal Bertone”. Anche altri esponenti della Casa delle Libertà sono intervenuti sulle dichiarazioni del segretario di Stato vaticano: “Bertone ha ragione, le tasse bisogna pagarle. Tuttavia la questione è che il governo deve saper spendere bene le risorse”, ha detto Mario Baccini dell’Udc, mentre Mario Ferrara, responsabile nazionale per le politiche di bilancio di Forza Italia ha interpretato le dichiarazioni del cardinale come una critica al governo: “Dopo queste dichiarazioni sulla necessità che lo Stato imponga un fisco giusto, una domanda sorge spontanea: chi tra l’alto prelato e Romano Prodi può definirsi un cristiano adulto?”. “L’indice – ha proseguito l’esponente azzurro – è chiaramente puntato verso Romano Prodi che nelle settimane scorse, citando in mala maniera e non correttamente passi dei testi biblici, ha arruolato San Paolo per dissuadere dall’evasione fiscale, ovvero giustificare in qualche maniera l’opprimente pressione fiscale che il suo governo sta imponendo agli italiani”.
A sinistra, invece, si guarda con stupore all’interpretazione data da Calderoli dalle dichiarazioni di Bertone: “Scherzino coi fanti e con i celtici, ma la facciano finita con la bufala di difendere la civiltà cristiana”, ha detto il deputato ulivista Franco Monaco. “Al cardinale, che, citando il Vangelo di Matteo e San Paolo, ha ribadito con chiarezza il dovere morale e civile di pagare le tasse, Calderoli attribuisce la ‘benedizione della rivolta fiscale’ proposta da Bossi. Che dire? Sapendo che Calderoli non ci è ma ci fa – continua l’esponente de L’Ulivo – non possiamo dargli dell’ubriaco, ma siamo costretti ad essere più severi: c’è un limite nello stravolgere la verità, nella dissacrazione e nel prendersi gioco degli uomini di Chiesa e del loro magistero”. Parole simili provengono anche da Marco Rizzo, coordinatore nazionale Comunisti italiani: “Per giustificare l’egoismo sociale dello sciopero fiscale siete pronti anche a strumentalizzare le parole della Chiesa. La vostra proposta è solo reazionaria” ha affermato Rizzo rivolgendosi direttamente ai dirigenti leghisti. “Inviterei Calderoli – ha concluso – a non cercare investiture divine o pseudo tali. Il medioevo è finito”.