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URAGANO DEAN, CONTINUA LA SUA CORSA DISTRUTTIVA

it@withub.it by it@withub.it
20 Agosto 2007
in Archivio News dal mondo
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Kingston, 20 ago – Un vento che soffia fino a 230 chilometri l’ora, con un occhio di 215 chilometri. E’ l’uragano Dean che sta continuando la sua inarrestabile corsa verso la penisola dello Yucatan. Con una potenza di quattro gradi sulla scala Saffir-Simpson, appena uno “scalino” sotto il massimo potere distruttivo, il ciclone ha fino ad adesso spazzato via tutto ciò che ha trovato sulla sua strada. Bilancio tragico quello di ieri durante la sua folle traversata sul Golfo del Messico: tre morti nelle isole di Santa Lucia, un altro nella repubblica domenicana e almeno tre ad Haiti. Dalla serata di ieri si è abbattuto sulla Giamaica, uccidendo ancora: nove le vittime accertate, più un disperso. Sono almeno 4.500 gli abitanti che sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni per trovare riparo nei rifugi allestiti per l’occasione. Il governo di Kingston ha proclamato lo stato di emergenza per una durata di trenta giorni, anche per fare fronte alla piaga dei saccheggi favoriti dal caos, e persino le elezioni generali in programma fra una settimana potrebbero essere rinviate a data da destinarsi. E dopo aver messo in ginocchio la parte sud del golfo messicano, Dean continua ad avere sete di distruzione. Nel mirino di questo “vento del terrore” potrebbero essere Cancun e le isole Caymans. Nella città messicana l’allarme è già diventato arancione, confermando il rischio imminente di calamità. Panico, infatti, nella zona balneare dove migliaia di turisti stanno cercando di fuggire in massa per lasciare al più presto la zona. Esodo reso difficile, però, dalle carenze delle infrastrutture, dal poco tempo a disposizione e dalla difficoltà di capire per certo quale sia la traiettoria seguita dal temibile Dean, visto che il “gigante” cambia spesso direzione, disorientando chi deve varare le misure di emergenza. Preso d’assalto il piccolo aeroporto di Cancun, che da solo non può assorbire tutte le richieste. Degli 80 mila visitatori presenti, 47 mila sono già partiti e altri 30 mila potrebbero seguirli a breve. Coprifuoco anche per il piccolo arcipelago delle Caymans e provvedimenti simili sono stati presi anche nella parte meridionale dello Stato centroamericano del Belize, che l’uragano dovrebbe sfiorare mentre fa rotta verso il sud degli Usa. Sulla penisola messicana dello Yucatan, lo stato di Quintana Roo ha dichiarato l’allarme arancione e la compagnia petrolifera Pemex ha annunciato di aver messo al sicuro tutto il personale di 140 piattaforme petrolifere. La località turistica di Cancun, invece, non dovrebbe essere toccata da vicino. Da un ultimo aggiornamento sembra che l’occhio del ciclone si trovi a 185 chilometri a sud-est di Grand Caymans, da dove si sta muovendo in direzione ovest-nord-ovest verso la terraferma. Messa in ginocchio anche la Nasa che ha confermato il rientro anticipato dello shuttle Endeavour, che ieri si era staccato dalla Iss, la Stazione Spaziale Internazionale Alpha, concludendo le operazioni in orbita 24 ore prima del previsto, e che dovrebbe atterrare per le 18.32 di domani, ora italiana. Sono passati solo due anni da quel 25 agosto che vide abbattersi sulla Florida la potenza devastatrice dell’uragano Katrina. Il ciclone fu riconosciuto come il peggior disastro naturale che abbia sinora colpito gli Stati Uniti, sia in termini di vittime umane che per i danni economici. Si stima, infatti che abbia causato danni per 100 miliardi di dollari, pari a 80,75 miliardi di euro. La sua violenza provocò qualche migliaio di morti, con sfollati che raggiunsero quasi il milione. Le aree colpite furono Florida, Louisiana (in maniera particolare New Orleans e dintorni), Mississippi, Alabama, il Florida Panhandle occidentale, la Georgia occidentale, le valli del Tennessee e dell’Ohio, la regione esterna dei Grandi Laghi e la catena degli Appalachi, per tutta la sua lunghezza. A causa dell’uragano l’intera costa fra Luisiana, Mississippi e Alabama, fino alla Florida, fu flagellata con un innalzamento del livello del mare tra 4,5 e 9 metri. Il record di 9 metri fu della città di Biloxi, Mississippi, il più alto mai osservato in America. Ma Katrina non è stato l’unico ciclone così devastante e che abbia mai flagellato gli Stati Uniti. Nella memoria è ancora vivo il ricordo dell’uragano Mitch che uccise più di 20.000 persone in America Centrale nel 1998.

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