Kassel (Germania), 21 ago – “L’uccisione di sei italiani a Duisburg non è la conseguenza di una faida tribale, come è stato detto e scritto da più parti”. Lo ha dichiarato Paolo Gianfelici, coordinatore nazionale dei Dl – La Margherita Germania. “Alcune organizzazioni criminali italiane – prosegue Gianfelici – hanno scelto la Germania come luogo dove espandere le loro attività delinquenziali e dove scontrarsi a colpi di mitra. Il fenomeno non è nuovo. Già alla fine del 2006 il Bnd (Servizio Federale di Informazioni) aveva redatto un rapporto interno in cui si evidenziava il pericolo in atto, derivante dall’espansione sul territorio tedesco della ‘ndrangheta. Gli echi di questo rapporto erano arrivati sia alla stampa tedesca che a quella italiana. Il campanello di allarme, evidentemente, non ha funzionato e le autorità italiane competenti non hanno adottato in tempo i necessari provvedimenti investigativi e preventivi. Persino dopo l’omicidio plurimo di Duisburg il ministero italiano dell’Interno continuava a parlare di faide tra due famiglie. Altro che faida! In Germania è in atto una vera e propria guerra tra organizzazioni criminali, a cui partecipano alcune centinaia di italiani qui residenti”. “A farne le spese – conclude l’esponente della Margherita tedesca – non devono essere i 700.000 italiani residenti in Germania che nulla hanno a che fare con questi fenomeni di malavita organizzata. I nostri connazionali godono di prestigio e di considerazione nell’opinione pubblica tedesca, per il lavoro svolto per mezzo secolo, per il contributo dato al progresso e alla ricchezza della Germania, un paese che gli ha garantito dei diritti a cui loro hanno risposto rispettandone le leggi”.