Vienna, 9 set – E’ stata segnata da una pioggia incessante la visita del Papa Benedetto XVI in territorio austriaco. Nonostante le condizioni meteo, almeno 15 mila fedeli si sono radunati, in mattinata, fuori del Duomo di Santo Stefano a Vienna, il principale simbolo religioso della città e una delle più belle chiese gotiche d’Austria, per seguire da vicino, sui grandi schermi, la Santa Messa celebrata dal Pontefice. E dal Duomo di Vienna, Papa Benedetto XVI ha chiesto oggi ai cattolici che “la domenica resti un giorno speciale”, ovvero dedicato alla riflessione sulla fede e sul destino del mondo, evitando di lasciarla alla “pazza corsa del mondo moderno”. Un appello lanciato nell’ultimo giorno della sua visita in Austria. Se dunque le società occidentali hanno trasformato le domeniche in giorni in cui “le attività ricreative hanno eclissato il tradizionale significato cattolico del giorno”, allora il Papa chiede di ripristinare il significato cattolico del giorno del riposo, cioè “dedicare il tempo a Dio”. “Date all’anima la sua domenica, date alla domenica la sua anima”, ha esortato Benedetto XVI, ripetendo una frase coniata da un vescovo tedesco nel secolo scorso. L’Austria, come molti altri paesi dell’Europa occidentale, ha visto calare la partecipazione alla messa domenicale che il Papa interpreta come il declino del sentimento religioso, e chiede, da Vienna ,che invece torni a crescere. Da tempo i gruppi cattolici austriaci si oppongono al mondo degli affari e del commercio che vorrebbe l’apertura dei negozi anche nel giorno festivo. Alla messa erano presenti anche i rappresentanti della “Alleanza per la domenica”, che in Austria spinge per un riconoscimento pubblico del riposo settimanale. Il Papa dal pulpito del Duomo di Santo Stefano ha definito la domenica la “festa settimanale della creazione” e ha chiesto ai fedeli che la giornata rappresenti anche “una sorta di memorandum settimanale sui pericoli che corre il pianeta”. Se il “tempo libero è solo tempo vuoto” l’uomo perde la bussola, ha insistito Papa Benedetto XVI, richiamando il senso “originario” della domenica come “giorno del Signore”, e ricorda che per i cristiani la messa “non è un precetto, ma una necessità interiore”. “La domenica – ha spiegato papa Ratzinger – ricorda la resurrezione e il mattino della creazione”. “In un’epoca in cui – ha sottolineato riprendendo i capisaldi della dottrina religiosa che informa il suo pontificato – a causa dei nostri interventi umani, la creazione sembra esposta a molteplici pericoli, dovremmo accogliere coscientemente proprio anche questa dimensione della domenica”. La dimensione del riposo per tutti gli uomini, poi, fa percepire “in questo giorno qualcosa della libertà e dell’uguaglianza di tutte le creature di Dio” ha proseguito il Papa. Il Pontefice chiede ai fedeli che si guardino dal “l’irrequieta brama di vita che oggi non da’ pace agli uomini” perché il rischio è finire nel vuoto della vita persa”, mentre “tutto il sapere del mondo non ci giova a nulla, se non impariamo a vivere, se non apprendiamo cosa conta veramente nella vita”. Ad accompagnare la Santa Messa del Papa nella cattedrale viennese, secondo le modalità rituali della tradizione, è stato il Coro del duomo che ha eseguito la “Missa Cellensis” composta da Haydn per Mariazell. La visita del Papa è stata accolta – nonostante la pioggia – da migliaia di fedeli nelle strade, coperti con impermeabili colorati. I 20 mila fedeli hanno acclamato il papa sventolando fazzoletti gialli e Papa Ratzinger ha espresso la propria “gratitudine” a quanti hanno reso possibile questa celebrazione in duomo, perché “hanno creato un’atmosfera in cui la presenza di Dio era veramente percepibile”. Dopo l’Angelus in piazza del duomo, papa Ratzinger ha consegnato a un gruppo di bimbi una lettera che ha scritto il 3 settembre a Castel Gandolfo, in risposta alle “letterine e i disegni che – si legge nel messaggio – avete voluto donarmi come segni del vostro affetto e della vostra vicinanza alla mia missione”. Li definisce dei “piccoli collaboratori al servizio che il Papa rende alla Chiesa e al mondo” e li esorta a non perdere lo “spirito missionario neppure quando diventerete adolescenti e giovani”. Nel pomeriggio Benedetto XVI si è recato all’Abbazia di Heiligrenkeuz dove ad attenderlo c’erano 12 mila persone.