Strasburgo, 10 set – “L’11 settembre 2001 il mondo intero è entrato brutalmente in una nuova era”, ha dichiarato il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Terry Davis, commemorando il sesto anniversario degli attentati negli Stati Uniti. “A New York, in Pennsylvania e a Washington, uomini e donne sono morti, vittime di una nuova forma di terrorismo che colpisce su una scala senza precedenti e con una brutalità inedita”. “Da decenni, e in particolare dopo l’11 settembre, il Consiglio d’Europa cerca di consolidare la capacità collettiva dei suoi Stati membri per combattere il terrorismo nel rispetto dei diritti umani. L’Europa sa che non è un semplice obbligo morale, ma una condizione preliminare per il successo della lotta al terrorismo”, ha aggiunto. Ha ricordato che altri attentati sono stati compiuti in Europa e altrove. “I recenti arresti in Danimarca e in Germania – ha proseguito Davis – ci ricordano che la minaccia terroristica è ancora intatta e presente in ogni luogo. È compito dei governi fare il possibile per proteggere la popolazione da questa minaccia”. Poi ha sottolineato: “Questi stessi governi, però, devono agire nel rispetto del diritto, e per gli stati membri del Consiglio d’Europa ciò significa agire nel rispetto della Convenzione europea dei Diritti dell’uomo. Allontanarsi da questa linea di condotta significherebbe fare il gioco dei terroristi – poiché bene e male sarebbero sullo stesso piano e i terroristi riuscirebbero più facilmente a reclutare altri uomini e ad estendere la loro influenza”. Da decenni, e in particolare dopo l’11 settembre, il Consiglio d’Europa cerca di consolidare la capacità collettiva dei suoi Stati membri per combattere il terrorismo nel rispetto dei diritti umani. L’Europa sa che non è un semplice obbligo morale, ma una condizione preliminare per il successo della lotta al terrorismo.