Roma, 10 set – “L’Italia considera strategico lo sviluppo delle relazioni economiche e politiche con i cinque paesi dell’Asia centrale sia per la loro posizione geopolitica che per i cruciali approvvigionamenti energetici dell’Unione europea”. Lo ha ribadito Umberto Ranieri, presidente della Commissione Esteri della Camera, a margine del convegno “Asia Centrale: il ruolo dell’Italia e la prospettiva europea”, organizzato oggi dal ministero degli Esteri italiano. “Opereremo nel quadro di un indirizzo deciso dalla Ue per sviluppare relazioni con questa complessa realtà dell’Asia centrale molto più vicina ai nuovi confini orientali dell’Europa”. Il convegno, al quale hanno partecipato i ministri degli Esteri di Uzbekistan, Kazakistan e i viceministri degli Esteri del Kirghizistan, Tagikistan e Turkmenistan, è stato occasione per continuare a sviluppare processi di integrazione e “l’Italia auspica che, insieme al rapporto con la Russia, si consolidino le relazioni con l’Unione europea e gli Stati Uniti, essenziali nella lotta al terrorismo e ai traffici di armi e di droga” ha sottolineato Ranieri. “L’Italia considera di particolare rilievo – ha aggiunto – la relazione con i paesi dell’Asia centrale in campo energetico e sui temi della sicurezza. Non meno centrale è la questione del rispetto dei diritti civili, politici e delle libertà fondamentali, decisivi per il futuro dei loro popoli”. Intanto, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, in visita al Parlamento sloveno, ha risposto ai giornalisti che gli chiedono in merito del futuro viaggio in Kazakistan, previsto per i primi giorni di ottobre. Prodi ha confermato il viaggio e si è detto “ottimista” sugli sviluppi del negoziato con il governo di Astana, in merito ai giacimenti petroliferi di Kashagan. E a chi gli ha chiesto se ci siano grandi prospettive di sviluppo, Prodi ha risposto laconico: “Tutte le prospettive di un Paese come il Kazakistan”. Il Presidente del Consiglio ha sottolineato anche che tra i due paesi “ci sono ottimi rapporti”. Le ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale sono un’area d’importanza geo-strategica tra l’Europa e l’Asia. Dal crollo dell’Unione sovietica sono diventate un’area molto “corteggiata” per il controllo delle risorse energetiche nel bacino del mar Caspio. Inoltre, è un importante osservatorio per analizzare il fragile equilibrio geopolitico dell’Eurasia, in primis perché è una regione petrolifera strategica e poi perché, in seguito alla crisi economica e sociale causata dal collasso dell’Unione sovietica, accanto a una tradizione islamica moderata se ne è sviluppata una di matrice fondamentalista. Le riserve petrolifere del bacino del mar Caspio rappresentano per l’Azerbaidjan, il Turkmenistan e il Kazakistan 30 miliardi di barili di petrolio, pari al 3% delle riserve mondiali. La regione è inoltre ricca di gas, con il 4% delle riserve mondiali, di cui 159 miliardi di metri cubi solo in Turkmenistan.