Roma, 10 set – Un giorno senza pastasciutta: questa la forma di mobilitazione scelta dalle associazioni di consumatori che hanno indetto per giovedì 13 settembre uno sciopero della spesa, e della pasta in particolare, per protestare contro gli aumenti dei prezzi in tutti i settori, in particolare in quello alimentare. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori chiamano quindi gli italiani ad astenersi dall’acquisto di quello che forse è il bene più popolare del Belpaese, la pastasciutta, scelta come simbolo di questa iniziativa anche per gli aumenti di costo di cui è stata oggetto nelle ultime settimane. “Il governo deve intervenire – hanno spiegato i leader delle associazione nel presentare lo sciopero – perché le famiglie non ce la fanno più, e ora a migliaia rischiano la bancarotta. L’esecutivo deve intervenire perché ha tutti gli strumenti per tagliare gli aumenti ingiustificati”. La richiesta principale è quella di un blocco immediato di prezzi e tariffe al livello precedente agli aumenti per poi arrivare gradualmente al taglio del 5% di tutti i prezzi e tariffe, attraverso un accordo con le parti interessate. Un’operazione che se andasse in porto consentirebbe alle famiglie un risparmio di circa 1.000-1.200 euro l’anno. Le associazioni hanno anche chiesto l’intervento del governo per istituire un “fondo di solidarietà” del valore di almeno 100 milioni di euro, in favore di oltre 3 milioni di famiglie a rischio insolvenza a causa dei consigli sconsiderati delle banche sui mutui a tasso variabile.