Roma, 14 set – Silvio Berlusconi non vuole il dialogo con la maggioranza? “Faccia quello che vuole. Noi stiamo lavorando bene, intensamente e in armonia e andiamo avanti così”. Romano Prodi, prima di salire sul treno per Bologna, ha lanciato questo messaggio al capo dell’opposizione che ieri sera, ospite della festa di Azione giovani, ha invitato a una nuova grande manifestazione contro il governo. A stretto giro di posta, Paolo Bonaiuti, portavoce del leader di Forza Italia, replica al premier: “Con le sue parole conferma ancora una volta che questo governo e questa sinistra hanno l’intenzione di prendersi tutte le cariche e tutte le poltrone possibili e mai quella di dialogare con l’opposizione. In questo modo però il treno di Prodi non va verso Bologna ma verso lo sfascio economico e politico del Paese”. Anche gli alleati prendono le difese del Cavaliere. Maurizio Gasparri, dell’esecutivo di Alleanza nazionale, punta ancora una volta il dito contro la sostituzione del consigliere Rai Angelo Maria Petroni: “Dialogare con il governo su riforme o legge elettorale è impossibile dopo le prevaricazioni ai danni dell’opposizione”. “Prodi – prosegue l’ex ministro – più perde consenso più viola i principi fondamentali della democrazia. Il caso Rai è il più grave, ma non l’unico. Non c’è spazio per confronti. La risposta – conclude Gasparri – la dà anche la piazza con la manifestazione di An del 13 ottobre”. Il segretario della Democrazia cristiana per le autonomie, Gianfranco Rotondi, afferma che “non ci sono le condizioni per riforme condivise, quindi non ci sono condizioni per nessuna riforma: la via maestra – sostiene il senatore – è il referendum che rafforzerà il bipolarismo e lascerà diritto di parola solo ai politici portatori di una cultura e non di una percentuale”. Sul botta e risposta tra Berlusconi e Prodi interviene anche Roberto Maroni, capogruppo della Lega Nord alla Camera, tentando di smorzare i toni nell’ottica di un accordo sulla legge elettorale. Pur ammettendo che la questione Rai ha complicato i rapporti tra i poli, Maroni infatti lascia uno spiraglio aperto: “Abbiamo chiesto al governo di fermarsi sulle nomine e, in attesa di questo, sospendiamo il confronto. Bossi dice di insistere e io sono d’accordo. Nei prossimi giorni riuniremo la Casa delle libertà e decideremo insieme se andare avanti o fermarci”.
(Fca)