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GRILLO E LE LISTE CIVICHE: CON LA POLITICA E’ SCONTRO

it@withub.it by it@withub.it
17 Settembre 2007
in Archivio News dal mondo
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Roma, 17 set – Il suo più grande sponsor politico resta Antonio Di Pietro. Attorno a lui c’è però una sorta di terra bruciata con l’opposizione che lo accusa di propagare l’antipolitica e la maggioranza che si limita a inviti alla riflessione con qualche richiamo all’ordine affinché si eviti una “deriva fascista”. Beppe Grillo è ormai sempre più nel mirino del Palazzo. Lui, dopo aver lanciato ieri il suo appello al popolo del V-Day per dare vita a liste civiche, oggi, dal suo blog, getta altra benzina sul fuoco: contro Walter Veltroni, Lorenzo Cesa e Umberto Bossi. Chi più ne ha più ne metta: “Solo chiacchiere e televisione”, scrive Grillo accusando la politica di essere invecchiata all’improvviso di 10 anni: “La parata surreale di politici la domenica fa quasi compassione”. Il ministro Di Pietro, si diceva, è uno dei pochi a gradire questo genere di interventi: “Per fortuna che c’è Grillo – ha ribadito oggi l’ex magistrato -. Invitare gli elettori insoddisfatti a mettersi insieme con delle liste civiche trovo che sia un’ottima idea”. Secondo il leader di Italia dei valori “quelli che lo criticano lo fanno semplicemente perché sono invidiosi del suo modo di dialogare con i cittadini e soprattutto perché sono preoccupati del fatto che l’opinione pubblica, e quindi l’elettorato indipendente, abbia una positiva alternativa rispetto al voto dei partiti”. Di Pietro e Alfonso Pecoraro Scanio a parte, il resto del governo è freddo nei confronti di Grillo. “Il disagio c’è e va considerato – ribadisce il ministro per la Famiglia Rosy Bindi – ma alimentare la protesta antipolitica è un errore perché dopo il suo ultimo annuncio è evidente che si prepara a dar vita a un suo movimento che non sembra davvero spontaneo”. Invita alla riflessione il ministro del Lavoro Cesare Damiano: “Un fenomeno che va indagato”, dice sottolineando però la caduta nella contraddizione da parte di Grillo che, con le liste civiche, entra “nei meccanismi tipici della politica”. Tra i ministri diessini molto critico Vannino Chiti, secondo cui “distruggere i partiti è del tutto negativo, insensato e sbagliato. Essere ambigui e opportunisti su questo non fa l’interesse del presente e del futuro del Paese”. E nella Quercia c’è anche chi lancia l’allarme: “Quello di Grillo è un fenomeno che non dobbiamo sottovalutare, ma che, allo stato attuale, continua ad avere le caratteristiche di un fenomeno farsesco”, è l’inizio di un’intervista rilasciata dal senatore Nicola Latorre al Corriere della Sera: “Quando si va su un palco e ci si esibisce nel linciaggio indiscriminato delle persone, quando si dimostra un assoluto disprezzo per la democrazia rappresentativa – continua l’esponente diessino – il rischio è quello di una deriva fascista”. Roma, 17 set – Marco Filippeschi (Ds) nota invece che quello di Grillo “sarebbe il trentaduesimo partito nazionale”. L’unica difesa arriva ancora da Italia dei valori. Silvana Mura commenta: Grillo “è riuscito a porre ai primi posti dell’agenda politica temi che, pur essendo presenti già in proposte di legge di singoli parlamentari o di forze politiche, faticano ad essere presi in considerazione e rimangono chiusi nei cassetti di Camera e Senato”. Senza appello la condanna dell’opposizione: “E alla fine l’antipolitica si butta in politica. Per la serie tutti i salmi finiscono in gloria”, dice Maurizio Gasparri, di Alleanza nazionale. Secondo Luca Volontè, capogruppo dell’Udc alla Camera, “le liste civiche di Grillo sono deja-vu, un’iniziativa ‘copia-incolla’ già intrapresa dai girotondini di Pardi e Moretti molto vicini a Walter Veltroni”. “Seguire il pifferaio magico Grillo – prosegue – è un’illusione dalla quale si esce solo con un pugno di mosche in mano, cioè senza diritti, né tutele. Piuttosto, la politica ha il dovere di rispondere al malumore generale che serpeggia nel Paese, frutto del fallimento del bipolarismo”.
(Caf)

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