Roma, 26 set – A Catanzaro sono state compiute “gravi irregolarità” ed è per questo che il ministro della Giustizia ha deciso di trasferire il pubblico ministero Luigi De Magistris e il procuratore Mariano Lombardi per incompatibilità ambientale. Un intervento “senza alcuna volontà di interferenza” e senza “alcuna tempestività a orologeria”. A sostenerlo è stato proprio il guardasigilli Clemente Mastella, che, durante il question time alla Camera, ha spiegato la sua decisione ribadendo le irregolarità della procura che hanno avuto “effetti negativi sul procedimento ‘toghe lucane’ assegnato al magistrato”. “Nelle iniziative che ho assunto sulla vicenda dei magistrati di Catanzaro – ha spiegato Mastella – mi sembra ovvio rimarcare di non essere stato mosso da alcuna volontà di interferenza con l’autonomo potere giudiziario”. Il ministro ha quindi precisato “di essersi mosso senza alcun pregiudizio”. Rispondendo al deputato dello Sdi, Giacomo Mancini, che gli ha chiesto spiegazioni sulla richiesta di trasferimento, Mastella ha spiegato che per le gravi anomalie rilevate dagli ispettori ha ritenuto che il magistrato in questione “non possa continuare a esercitare le funzioni giudiziarie requirenti nella sede di Catanzaro con il dovuto prestigio e la necessaria trasparenza”. Mastella ha ribadito che l’iniziativa disciplinare, in base alla nuova normativa, è affidata al ministro che può avviare l’iniziativa cautelare per il trasferimento d’ufficio del magistrato in caso di procedimento disciplinare mentre al Csm “è oggi sottratta la possibilità di trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale”. L’8 ottobre prossimo la Commissione disciplinare del Csm si riunirà per esaminare il caso e pronunciarsi sulla richiesta di trasferimento avanzata in via cautelare da Mastella. “Dobbiamo mantenere la nostra serenità, essere imparziali attenti e responsabili”, ha affermato il vicepresidente del Csm Nicola Mancino. Il capogruppo del Pdci alla Camera, Pino Sgobio, e i deputati dello stesso partito, Ferdinando Pignataro e Silvio Crapolicchio, hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro della Giustizia, per chiedere di rivedere, dopo una adeguata analisi costi-benefici, la procedura d’urgenza per “evitare di creare uno strano e pericoloso precedente che potrebbe far scatenare sia tra le forze politiche e sociali che tra tutti i cittadini calabresi scenari inquieti che contribuirebbero solo ad alimentare sfiducia nei confronti della politica e delle istituzioni nel loro complesso”. Secondo i comunisti italiani la decisione di Mastella, infatti, “aumenta il clima di sfiducia dei cittadini nei confronti della politica”. Il deputato dell’Ulivo Franco Laratta invita invece a lasciare al Csm “la serenità e l’imparzialità necessarie per decidere in merito a una questione delicatissima”. Anche secondo Laratta, “in questo delicato momento, la vicenda della Procura della Repubblica di Catanzaro rischia di incendiare le piazze e di creare un clima ancora più avvelenato tra cittadini e Potere. Ma la politica rimanga fuori da queste vicende, perchè non le competono, soprattutto nessuno interferisca o intervenga a favore di una o dell’altra soluzione”.
(Fca)