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I 50 ANNI DELL’ACLI MONTREAL: I RICORDI DEL FONDATORE PIZZINO

it@withub.it by it@withub.it
27 Settembre 2007
in Archivio News dal mondo
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Roma, 27 set – Il 19 e 20 ottobre il Patronato Acli celebra i 50 anni di presenza in Canada. Risale infatti al 1957 l’apertura della prima sede a Montreal. Le Acli ed il Patronato Acli, in occasione della ricorrenza, stanno organizzando una serie di iniziative per ripercorrere questi 50 anni accanto alla comunità. Ad illustrare i principali eventi in programma, Francesco Pizzino, tra i fondatori del Patronato Acli a Montreal. “Sono arrivato a Montreal nel 1956, – racconta Pizzino – ed ho cominciato a lavorare presso il “Services pour les Immigrantes Catholiques”, e appena aperta la sede, nel 1957, sono andato al Patronato Acli ad occuparmi, in particolare, dei prestiti per i viaggi per consentire i ricongiungimenti familiari”. “Nel 1960 ho ricevuto l’incarico di Direttore della sede, e nel 1965 sono stato nominato Direttore Nazionale del Patronato Acli in Canada e Coordinatore per il Nord America. Dal 1994 sono diventato Presidente, e ancora oggi ho l’onore di ricoprire questa carica”. Poi Pizzino si concede un attimo di malinconia e ricorda Ermanno Lariccia, Sebastiano Siino, Rodolfo Galati e tanti altri, che magari non ci sono più, ma che hanno contribuito a portare tra i connazionali in Canada i valori delle Acli ed i servizi del Patronato. A loro, il nostro “grazie”. “Così – dice ancora- come voglio ricordare anche il Console Generale d’Italia a Montreal, De Rege, che appoggiò l’apertura del Patronato Acli”. In 50 anni la comunità italiana in Canada è cambiata, Pizzino racconta ciò che visto dal suo osservatorio privilegiato. “Oltre ad essere stato, da sempre, nel Patronato Acli, ho ricoperto molti incarichi anche nella comunità, rappresentandola nel Comites e nel CGIE – dice -. Quando sono arrivato al Patronato Acli, erano gli anni della grande emigrazione, e come ha ricordato l’ Ambasciatore Gabriele Sardo, sono stati anche “gli anni del silenzio”. Ad accogliere e sostenere i nostri connazionali a Montreal, solo il Consolato generale con personale ridotto, ricordo Bincoletto e la Signora Zunini, le parrocchie e la Casa d’Italia con la Signora Corbo. Sono stati momenti molto difficili. E in quei momenti, l’ attività come Patronato Acli è stata importante, perché oltre ad agevolare i ricongiungimenti, abbiamo aiutato nella ricerca di un’occupazione, anche grazie alle pratiche per l’ottenimento delle “carte di competenza” che permettevano di svolgere lavori come il barbiere, il meccanico, il falegname, e per accrescere le loro competenze abbiamo organizzato anche dei corsi professionali. Abbiamo tutelato i loro diritti in caso di infortunio e di disoccupazione, diritti importanti ma che spesso, magari a causa della lingua, non erano conosciuti”. Ricordi lontani, ma ben presenti anche oggi che la comunità ha raggiunto traguardi prestigiosi, lo conferma il numero degli italiani ai vertici della società come parlamentari, ministri e sindaci, imprenditori di rilevanza internazionale, o a capo di importanti organismi quali la Polizia e la Corte Suprema. Oggi i cognomi italiani sono presenti in tutti i settori, e sono fonte di orgoglio: sia per i pionieri che hanno contribuito a questa affermazione, sia per i giovani che riscoprono, anche grazie alla considerazione che la società canadese riserva agli italiani, le loro radici. Il fondatore delle Acli a Montreal spiega poi quali servizi richiedono oggi gli italiani del Canada. “Se all’inizio abbiamo fornito servizi, assistenza e consulenza mirata a fronteggiare l’emergenza del momento – spiega Pizzino – oggi, la maggior parte di quei lavoratori sono pensionati, e per loro seguiamo tutte le pratiche relative alla previdenza, ma forniamo consulenza anche per questioni fiscali, come la dichiarazione dei redditi, o per calcolare l’imposta da pagare per gli immobili posseduti in Italia ed anche per le varie pratiche di successione”.
(Clgc)

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