Roma, 27 set – Il ministro della Salute Livia Turco e l’amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Mauro Moretti hanno siglato oggi nell’ambito dell’iniziativa “Stazioni senza fumo” un protocollo di intesa che definisce l’estensione del divieto di fumo nelle stazioni italiane e l’implementazione dei sistemi di comunicazione dello stesso divieto. L’iniziativa, che rientra nella campagna “Guadagnare salute” promossa dal ministero della Salute, propone un nuovo modo per vivere le stazioni: una convivenza più piacevole salvaguardando, al contempo, la salute e la libertà di tutti. Per migliorare la vivibilità nelle stazioni sarà esteso a ulteriori zone il divieto di fumo, già in vigore dal 1975 nelle sale d’attesa e dal gennaio 2005 all’interno di altre aree accessibili ai viaggiatori. Da oggi nelle 82 stazioni ferroviarie oggetto dell’accordo sarà consentito fumare solamente sulle banchine dei binari, considerate “free smoking: qui sono stati collocati portacenere, per contribuire a mantenere il decoro della stazione. Saranno complessivamente 5.400 i posacenere posizionati agli ingressi delle stazioni e nelle aree individuate e segnalate da oltre 3.000 cartelli bilingue. Il fumo di tabacco, ricorda una nota del ministero, rappresenta per l’Italia un problema di sanità pubblica nei cui confronti è stata adottata una specifica politica sanitaria per ridurre l’incidenza e la prevalenza dei fumatori e delle patologie fumo correlate. In particolare, per quanto attiene la tutela della salute dei non fumatori, l’Italia (con la Legge 3/2003, art. 51 “Tutela della salute dei non fumatori” entrata in vigore il 10 gennaio 2005) è stata uno dei primi paesi dell’Unione Europea a regolamentare il fumo in tutti i locali chiusi pubblici e privati, compresi tutti i luoghi di lavoro e le strutture del settore dell’ospitalità. La legge, che consente la possibilità di riservare ai fumatori locali adeguatamente ventilati, si è rivelata un importante strumento di tutela della salute pubblica e ha prodotto positivi effetti sia sui non fumatori che sui fumatori. Il ministero della Salute in collaborazione con le Regioni e con altre istituzioni ha svolto fin dalla entrata in vigore della legge (10 gennaio 2005) una costante attività di monitoraggio della sua applicazione e di valutazione degli obiettivi conseguiti. A due anni dalla entrata in vigore della legge, gli ultimi dati Istat mostrano una riduzione della prevalenza dei fumatori passata dal 23,9% nel 2003 (maschi 31.0% femmine 17,4%) al 22.7% nel 2006 (maschi 28.8% femmine 17%).
(Caf)