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TV, UE BACCHETTA ITALIA: GENTILONI, SERVE SI’ VELOCE A DDL

it@withub.it by it@withub.it
3 Ottobre 2007
in Archivio News dal mondo
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Roma, 3 ott – “Non è mia inclinazione personale aspettare troppo a lungo, agiremo”: l’Ue non si sposta di un millimetro e, per bocca di Neelie Kroes, commissario Ue alla Concorrenza, torna a bacchettare l’Italia. Oggetto del richiamo: la disciplina del nostro sistema radiotelevisivo stabilita dalla legge Gasparri, nei confronti della quale Bruxelles ha aperto da tempo la procedura di infrazione. Dopo aver respinto la proroga richiesta dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, che aveva invano invocato uno slittamento dei termini utili per allineare la nostra normativa a quella comunitaria, l’Unione europea torna a “minacciare” l’intervento. La dichiarazione, peraltro arriva proprio nel giorno in cui le commissioni Trasporti e Cultura della Camera hanno dato il via libera all’articolo 5 del ddl Gentiloni. L’obiettivo è licenziare il testo del disegno di legge entro la prossima settimana; intanto oggi è toccato all’articolo che disciplina la vigilanza sul rispetto delle regole del settore e le sanzioni per chi le viola. Il vero problema, semmai, è che la discussione della legge non è calendarizzata in aula a ottobre, né – con ogni probabilità – lo sarà prima della fine dell’anno, considerando che sta per arrivare il dibattito sulla Finanziaria. Ciononostante è stato lo stesso Gentiloni a fare sfoggio di ottimismo, assicurando che “il governo crede, fortissimamente crede, nel disegno di legge di riforma per il passaggio alla tv digitale terrestre in discussione alla Camera”. “Dove per governo – ha chiarito – si intende il sottoscritto e il presidente del Consiglio Romano Prodi”. E pensando proprio al calendario denso di impegni di Montecitorio, il ministro ha spiegato che, “anche se non so ancora in quale forma”, ma renderà “chiara l’esigenza che la Camera approvi velocemente questo provvedimento”. Una preoccupazione, quella per il difficile completamento dell’iter del ddl, che annebbia anche la soddisfazione di Gentiloni per lo sviluppo positivo del digitale terrestre. Proprio oggi, peraltro, il ministero ha rivolto un “adieu” ai vecchi televisori, annunciando lo sconto fiscale del 20% per l’acquisto entro tutto il 2007 di apparecchi televisivi dotati di tecnologia digitale. Uno sconto che si applicherà fino a una spesa massima di 1000 euro (e in tale caso il risparmio sarebbe quindi di 200 euro), da riportare nella prossima dichiarazione dei redditi. La condizione primaria è che il beneficio è applicabile solo per quegli apparecchi tv dalle determinate caratteristiche inseriti in un elenco di circa 600 modelli di apparecchi messo a punto dal ministero delle Comunicazioni sulla scorta delle informazioni tecniche fornite dai produttori. La seconda è che chi lo richiede sia in regola con il pagamento del canone di abbonamento tv. Non a caso, infatti, alla dichiarazione dei redditi andrà allegato non solo lo scontrino fiscale attestante l’avvenuto acquisto dell’apparecchio ma anche copia del pagamento del canone, come prove documentali nel caso di eventuali verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il provvedimento è contenuto nel decreto attuativo della Finanziaria 2007 relativo al digitale terrestre e che ha ricevuto nel luglio scorso il via libera definitivo della Ue, con conseguente pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Nell’elenco messo a punto dal ministero ci sono anche decoder e videoregistratori dotati di questa tecnologia, anche se la parte del leone la fanno gli apparecchi televisivi propriamente detti. Un inserimento – ha spiegato Gentiloni – “che si è reso necessario in quanto la Ue ha voluto tenere valido il ‘principio di neutralità tecnologica’”. A proposito di “parco tv”, Gentiloni ha spiegato che ogni anno in Italia si vendono poco più di 5 milioni di apparecchi, “il che dice quanto importante sia il turn-over di apparecchi dovuto al progresso tecnologico”. Circa il 45% di questi oltre 5 milioni di vendite avviene nell’ultimo trimestre dell’anno, per un mix di tradizione – le festività natalizie – e di maggiore disponibilità economica, dovuta alla tredicesima mensilità. Secondo quanto spiegato da Gentiloni in conferenza stampa, lo sconto fiscale porterà le vendite dei televisori integrati da sintetizzatore digitale dai 200mila apparecchi venduti nel 2006 ai quasi 1,2 milioni di quest’anno. “La tendenza è dunque chiaramente di crescita e a favore della scelta digitale – ha commentato Gentiloni –. Tendenza che può essere uno dei motori del processo di transizione dall’analogico al digitale”. E allora ecco spiegata la misura inserita nel decreto che accompagna questa volta la Finanziaria 2008 e che stabilisce “un ultimo termine” per la commercializzazione di apparecchi tv analogici: giugno 2009. Una misura che anzi fissa tre scadenze chiave: entro maggio 2008 occorrerà che gli apparecchi a tecnologia analogica siano muniti di una particolare etichetta che precisa la non abilitazione alla ricezione di trasmissioni in digitale; a fine 2008 i produttori cessano di rifornire i distributori di apparecchi analogici; infine il termine ultimo, per l’appunto giugno 2009, per la commercializzazione di apparecchi analogici, sapendo che di lì a qualche anno quell’apparecchio si spegnerà perché subentrerà definitivamente il digitale terrestre. Nel decreto che accompagna la Finanziaria 2008, sempre a proposito di digitale, c’è anche la ridefinizione della data finale dello switch-off voluta dalla Ue: il 2012, data che è “scadenza credibile e realizzabile, e risponde alle indicazioni degli operatori e alle segnalazioni dell’Agcom sull’opportunità di fissare una data certa”.
(Gco)

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