Roma, 8 ott – E’ iniziata a Caracas e si è conclusa a Montevideo la missione del direttore di Rai International Piero Badaloni. Dieci giorni in cui il direttore ha incontrato le comunità italiane nel continente latinoamericano per ascoltare e discutere delle aspettative e dei problemi della Rete dedicata all’Italia nel mondo. “Cerchiamo la sintonia con il nostro pubblico” ha detto a “Gente d’Italia”, Badaloni nel corso dell’ incontro alla Casa degli Italiani di Montevideo. Parlando dei giovani e del loro interesse per l’Italia, il direttore di Rai International ha spiegato alla giornalista del quotidiano diretto da Mimmo Porpiglia, che “Non esistono programmi per i giovani nei canali Rai”. “Anche la musica leggera manca – ha sottolineato Badaloni – per questo nel palinsesto di Rai International abbiamo inserito una finestra dedicata alla musica dentro la trasmissione culturale ‘Il caffé’”.La nuova programmazione di Rai International oggi è composta da circa l’ 85 percento di selezioni dalle offerte delle altri reti. Un bacino a cui attingere che è stato recentemente allargato ai canali tematici satellitari come Rai educational, Gambero Rosso, Rai Cinema e Rai ragazzi. Nel corso dell’incontro alla Casa degli Italiani alcuni membri della Comunità hanno detto che in Uruguay il 90 percento di coloro che hanno la cittadinanza non conosce la lingua e chiedono quindi che vengano sottotitolati i programmi. Dal Comites poi arriva una critica:“pago il canone perché mi interessa la politica – dice il vice presidente del Comites locale, Franco Magno – e trovo che ora l’informazione sia piuttosto frammentaria”. “Nel corso di questa missione – spiega Badaloni ai rappresentanti della Comunità- abbiamo raccolto un dieci percento di critiche e un novanta percento di apprezzamenti per i cambiamenti che abbiamo apportato. Un cammino di rinnovamento appena cominciato e che mi piace condividere con gli utenti. Mi piacerebbe anche – dice ancora Badaloni a Gente d’Italia -, come mi è stato più volte suggerito che il canale si chiamasse Rai Internazionale o Rai Italia e non più International. Spero che il direttore generale ce lo consentirà”. Infine il direttore risponde alle critiche: “vengono dalla generazione più anziana che è quella verso la quale si guardava in maniera più esclusiva fino a ieri. Lo sforzo – spiega Badaloni – che stiamo facendo è quello di allargare il bacino d’utenza e guardare al futuro”. Per poter vedere i cambiamenti apportati al palinsesto e all’organizzazione della rete, si dovrà comunque attendere fino alla fine dell’anno. Si tratta soprattutto di novità all’interno di quel 15 percento di nuova produzione. Tra le novità in arrivo: entro il mese di ottobre con cadenza settimanale andranno in onda venti film italiani del nuovo cinema. “Un risultato – spiega Badaloni – ottenuto dopo una difficile trattativa con
(Sab)