Bruxelles, 8 ott – In un rapporto della Commissione europea sulla politica continentale per le piccole e medie imprese reso noto oggi, vengono avanzate alcune proposte per difendere il buon nome di un’impresa quando per una serie di ragioni, che non includono un comportamento fraudolento personale, è andata in bancarotta. Secondo la Commissione europea, infatti, è necessario che la legge sulla bancarotta includa una chiara distinzione tra il trattamento legale per bancarotta fraudolenta e bancarotta non fraudolenta. La proposta avanzata è che gli imprenditori che hanno fatto bancarotta non a causa di propri errori dovrebbero ricevere da una Corte di Giustizia una dichiarazione formale nella quale si dichiara la non fraudolenza. L’obiettivo è quello di dare una seconda occasione agli imprenditori in difficoltà per situazioni esterne alle proprie responsabilità. Il rapporto ha offerto anche alcuni dati d’altro genere, ma ugualmente interessanti: nei 15 paesi della vecchia Unione Europea il costo medio per aprire una nuova impresa è sceso da 813 euro nel 2002 a 554 euro nel 2007 e i tempi delle procedure di registrazione di una società sono stati ridotti da 24 a 12 giorni.