Roma, 9 ott – “Da quando il viceministro Danieli ha annunciato l’impegno del governo per la preparazione della prima conferenza dei giovani emigrati italiani all’estero si stanno moltiplicando incontri come questi, confronti, aggregazioni spontanee, nelle scuole come in internet, e quello che emerge è uno spaccato plurale interessantissimo e vivace di una realtà fino ad oggi assolutamente trascurata come quella dei giovani dell’emigrazione italiana all`estero”. Lo ha affermato Luciano Neri, consigliere politico del viceministro Danieli, che ha partecipato ad un incontro con alcuni giovani della circoscrizione consolare di Friburgo. “La presenza così numerosa di giovani e di donne – ha affermato Neri -, dimostra che non c’è distacco o disinteresse delle giovani generazioni, ma solo la mancanza di opportunità e di strumenti aperti e aggiornati che consentano una partecipazione effettiva. I giovani hanno la voglia e il diritto di autorganizzarsi, di gestire in autonomia e con responsabilità scelte e organismi che consentano loro di entrare con la propria storia e con i propri bisogni nel complesso mondo dell´emigrazione italiana. Chi pensa di ingabbiare i giovani nelle strutture tradizionali, senza cambiarle, sbaglia e perde tempo. L’ingresso dei giovani – ha affermato Neri – costituisce anche uno stimolo positivo per le nostre rappresentanze tradizionali che, tutte, sono chiamate ad accettare la sfida con cambiamenti profondi e diffusi. Si possono fare molte cose, ma l’unica cosa che non si può fare è restare fermi”. “L’emigrazione giovanile di oggi, così come le generazioni di figli di emigrati, ha connotazioni sostanzialmente diverse da quelle del passato e i giovani affrontano problemi e opportunità esattamente inverse rispetto a quelle dei padri. La Conferenza dei Giovani dell’emigrazione italiana nel mondo – ha concluso Luciano Neri – serve da una parte per dare voce a chi oggi non ce l’ha, e dall’altra per ascoltare e interpretare domande delle giovani generazioni che aiuteranno certamente a definire e focalizzare un concetto di ‘italianità’” più aggiornato e reale”. All’incontro erano presenti anche i due rappresentanti locali del Cgie, Gianfranco Segoloni e Michele Cristalli. “Noi abbiamo dato il nostro contributo – ha affermato Segoloni – abbiamo costruito strutture rappresentative che rispondevano ad esigenze del periodo in cui sono state pensate, continuiamo il nostro impegno presente ma per il futuro è indispensabile la vostra partecipazione e il vostro protagonismo”. Il consigliere Cristalli si è invece soffermato sulla demistificazione del luogo comune definito come “problema giovani”: “ho la sensazione – ha detto – che il problema dei giovani siano i troppi “attempati” che pensano ancora con logiche di controllo, di tutoraggio, di accompagnamento coatto dei giovani, logiche che non funzionano più e che vanno abbandonate una volta per tutte. I giovani sono una risorsa, possono sbagliare, come tutti, ma devono avere il diritto e la possibilità di farlo, si apprende dalle affermazioni come dalle sconfitte”.