Oslo, 12 ott – Il Premio Nobel per la pace è stato assegnato all’ex vice-presidente americano Al Gore e al Comitato Intergovernativo per i Mutamenti Climitici dell’Onu, l’Ipcc, presieduto dall’indiano Rajendra Pachauri, per “i loro sforzi nel diffondere una più ampia conoscenza sulle conseguenze dei cambiamenti climatici e per aver proposto le misure necessarie per contenerne gli effetti negativi”. Al Gore, nato il 31 marzo 1948 a Washington, è figlio dell’ex senatore Albert Gore: trascorre la sua infanzia tra Washington, Cartagine e il Tennessee. Nel 1969 la laurea ad honorem ad Harvard, la prestigiosa università americana, subito dopo la partenza per il Vietnam come reporter militare dell’esercito, nonostante la sua contrarietà al coinvolgimento americano in questa guerra. Al suo rientro riprende l’università, spaziando dagli studi religiosi a quelli legali. Diventa un giornalista di punta del Tennessean di Nashville per la sua battaglia contro la corruzione politica. Nel 1970 sposa Mary Elizabeth Aitcheson, alias Tipper, dalla quale ha quattro bambini. Con la sua famiglia continua a trascorrere le vacanze nella fattoria vicino Cartagine, nei suoi luoghi d’infanzia. La sua carriera politica inizia nel 1976 con l’elezione nella Camera dei rappresentanti come candidato del Tennessee. Rieletto a varie riprese, nel 1984 entra al Senato. Il suo programma politico, incentrato soprattutto sul controllo degli armamenti e della salvaguardia ambientale, ha molto successo e nel 1988 ottiene più di 3 milioni di voti come candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Nel 1993 diventa quindi il quarantacinquesimo vicepresidente degli Stati Uniti al fianco del suo amico Bill Clinton. Dopo due mandati, nel 2000 ottiene la nomina dei democratici e si candida alla presidenza, ma la decisione della Corte Suprema, che blocca il riconteggio dei voti della Florida, consegna la vittoria a George W. Bush, suo avversario repubblicano. Al Gore, uomo tenace e dalle mille sfaccettature, continua il suo impegno politico a 360 gradi: tra i suoi incarichi anche la presidenza del canale televisivo Current Tv, del Generation Investment Managment e dell’Alliance for Climate Protection. Il suo documentario – Una verità scomoda – è stato premiato con l’oscar nel 2006. Una delle organizzazioni che fanno capo a lui – Save our selves – ha organizzato il 7 luglio del 2007 il famoso concerto di beneficenza “Live Earth”, nello sforzo di diffondere una maggiore consapevolezza sui cambiamenti climatici. Sempre di recente ha annunciato la sua collaborazione con l’attrice americana Cameron Diaz nella gara televisiva – 60 secondi per salvare il Pianeta – per la raccolta di fondi a favore della tutela ambientale. Sempre nel 2007 esce il suo libro – The assault on reason – che analizza quello che definisce il “supermercato delle idee”, fenomeno di cui sarebbe responsabile la televisione e che rappresenterebbe un serio pericolo per la democrazia americana, a differenza di internet, mezzo che potrebbe invece rivitalizzare la partecipazione democratica. Nonostante la sua popolarità sia all’apice, l’ex vice-presidente americano non si è ancora sbilanciato sulla sua possibile candidatura alle elezioni presidenziali del 2008.
(Fam/Cam)