Roma, 17 ott – Sono 23 in tutto i nuovi cardinali nominati oggi da Papa Benedetto XVI, tra questi cinque hanno più di 80 anni e quindi non faranno parte del Conclave per l’elezione del prossimo pontefice. L’annuncio è stato fatto al termine dell’udienza generale. Con queste nomine i cardinali elettori del Conclave diventano 121, uno in più del limite stabilito da Paolo VI e confermato da Giovanni Paolo II. Il 24 novembre prossimo, vigilia della festa di Cristo Re, si terrà il concistoro per il giuramento dei nuovi porporati. Tra i 18 elettori, quattro sono italiani: Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, Angelo Comastri, arciprete della Basilica di San Pietro e vicario per la Città del Vaticano, Giovanni Lajolo, presidente del Governatorato della Città del Vaticano e Raffaele Farina, salesiano, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa. Per gli over 80, l’Italia ne conta due: Umberto Betti, per molti anni rettore della Pontificia Università Lateranense e l’ex nunzio apostolico nella Repubblica ceca Giovanni Coppa; gli altri 3 sono il patriarca di Baghdad dei Caldei Emanuel III Delly, l’ex rettore della Gregoriana Urbano Navarrete, gesuita, e mons. Estanisalao Esteban Karlic, arcivescovo emerito di Paranà in Argentina. “I nuovi porporati – ha spiegato Benedetto XVI al momento dell’annuncio del nuovo concistoro – provengono da varie parti del mondo. Nella loro schiera ben si rispecchia l’universalità della Chiesa con la molteplicità dei suoi ministeri”. “Accanto a presuli benemeriti per il servizio reso alla Santa Sede – ha aggiunto il Pontefice – vi sono pastori che spendono le loro energie a diretto contatto con i fedeli”. Tra i curiali elevati a cardinale figurano l’argentino Leonardo Sandri, prefetto delle Chiese orientali, il tedesco Jozef Cordes, presidente del Pontificio consiglio Cor Unum e il polacco Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio consiglio per i laici. E’ un ex curiale, invece, lo statunitense John P. Foley, pro-Gran Maestro dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro e già presidente del Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali. Gli altri nuovi cardinali che entreranno in conclave sono tutti arcivescovi residenziali: gli spagnoli Agustin Garcia (arcivescovo di Valencia) e Lluis Sistach (arcivescovo di Barcellona), l’irlandese Sean Brady (arcivescovo di Armagh), il francese Andrè Vingt-Trois (arcivescovo di Parigi), lo statunitense Daniel Di Nardo (arcivescovo di Galveston-Houston), il brasiliano Odilo Pedro Scherer (arcivescovo di San Paolo), il messicano Francisco Robles Ortega (arcivescovo di Monterrey), il senegalese Theodor Adrien Sarr (arcivescovo di Dakar), il keniano John Njue (arcivescovo di Nairobi), e Oswald Gracias (arcivescovo di Bombay). “Altre persone – ha proseguito Ratzinger – vi sarebbero, a me molto care, che per la loro dedizione al servizio della Chiesa ben meriterebbero di essere elevate alla dignità cardinalizia. Spero di avere in futuro l’opportunità di testimoniare, anche in questo modo, ad esse ed ai Paesi a cui appartengono la mia stima e il mio affetto”. Mancano, infatti, nell’elenco i nomi di alcuni arcivescovi che erano dati invece per certi, tra i quali l’italiano Paolo Romeo, nuovo arcivescovo di Palermo. Il criterio che lo ha escluso è quello di non concedere la porpora agli ordinari di diocesi che hanno già un cardinale elettore; nel caso di Palermo, Salvatore De Giorgi, 77enne. Per la stessa ragione dovranno aspettare ancora il loro turno anche l’arcivescovo di Washington Donald William Wuerl, l’arcivescovo di Varsavia Kazimierz Nycz, e l’arcivescovo di Minsk Tadeusz Kondrusiewicz. Al termine, il Santo Padre ha affidato i nuovi eletti “alla protezione di Maria Santissima, chiedendole – ha detto – di assisterli nelle rispettive mansioni, affinché sappiano testimoniare con coraggio in ogni circostanza il loro amore per Cristo e per la Chiesa”.
(Cep/Cog)