Milano, 22 ott – Un emendamento per reinserire la franchigia fiscale ai lavoratori frontalieri è stato presentato dal senatore eletto nella circoscrizione Europa, Claudio Micheloni. “Un atto dovuto – spiega Micheloni – che è anche presidente del Comitato per gli Italiani all’estero del Senato – anzi ci stiamo impegnando affinché la quota destinata salga da 8 a 10mila”. Nel disegno di legge finanziaria per il 2008 è scomparsa infatti la franchigia fiscale di 8000 euro prevista per i frontalieri italiani che lavorano in Stati esteri con i quali non è in atto una convenzione internazionale a tutela del lavoro frontaliero, quali la Repubblica di San Marino e il Principato di Monaco (complessivamente oltre 12.000 lavoratrici e lavoratori). Le organizzazioni sindacali dei frontalieri hanno avviato le iniziative utili al ripristino della franchigia, chiedendo anche un innalzamento, che tenga conto della specificità del lavoro frontaliero. “In particolare – si legge in una nota di Claudio Pozzetti, Responsabile nazionale Cgil frontalieri e Consigliere Cgie – essendo il ddl. finanziaria in prima lettura al Senato, è stato sollecitato un emendamento per elevare la franchigia a 10.000 euro”. Analoga presa di posizione è stata assunta anche nel ponente ligure dai sindacati dei frontalieri che lavorano nel Principato di Monaco. Sempre su questo tema è prevista per il prossimo 30 ottobre un’audizione dei sindacati da parte del Comitato per gli italiani all’estero della Camera dei Deputati, presieduto dall’on. Franco Narducci; in tale occasione sarà affrontato anche il problema del mantenimento dell’indennità speciale di disoccupazione per i frontalieri italiani in Svizzera anche dopo il 1° giugno 2009.
(Iil)