Roma, 24 ott – Un grido d’allarme quello lanciato oggi dal segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo, in Commissione Affari Esteri alla Camera, sul fenomeno dei visti “in forte crescita”. La rete diplomatica starebbe soffocando dalle richieste di visti che, aumentano di giorno in giorno. “Una sola persona per tremila visti, con punte di un funzionario per oltre seimila visti”: è questa la situazione nelle ambasciate e nei consolati italiani all’estero, secondo il segretario che ha avvertito: “le misure che hanno consentito di far fronte all’incremento dei visti nonché all’introduzione del voto all’estero, della carta d’identità e di altre competenze consolari, non sono sufficienti, a parità di risorse, a sopperire a una carenza di funzionamento che ha una natura strutturale”. “Il rapporto tra personale e numero di visti rilasciati – ha detto Massolo – oscilla tra stime con valore di un addetto a 1.500 visti, come a Tirana e Bucarest, o addirittura uno a 6.200 visti, come a Mosca, con una media di 2-3 mila visti a testa per operatore di ruolo o a contratto”. Un dato, ha spiegato il segretario generale del ministero degli Esteri, che “non comprende le pratiche di visto con esito negativo che molto spesso comportano più lavoro rispetto ai visti rilasciati”. I visti, del resto, ha proseguito, “sono un fenomeno in forte crescita: nel periodo tra il 2002 e il 2006 sono aumentati in media del 10% circa ogni anno. E il dato dei primi otto mesi del 2007 in cui si registra un aumento medio circa del 27% del numero dei visti rilasciati in tutto il 2006, indica un dato tendenziale globale per il 2007 almeno pari a circa un milione e mezzo di visti”. “Lo sforzo sul piano organizzativo – ha spiegato ancora Massolo – non è però sufficiente ad assorbire la domanda potenziale di visti, sempre in crescita, anche sulla base della continua evoluzione delle dinamiche dell’economia mondiale”. Intanto alla Farnesina si lavora alla ristrutturazione della Rete consolare ma le risorse disponibili non consentono aumento di personale o sedi.
(Ili)