Roma, 24 ott – La giunta per le elezioni del Senato ha istituito oggi due Comitati per il controllo dei voti degli italiani all’estero: il primo sull’America Latina, il secondo per gli altri seggi. Per quanto riguarda il primo comitato il senatore Roberto Manzione, che ha votato contro la seconda parte della delibera, ha manifestato qualche perplessità nelle procedure di controllo scelte. Il nocciolo della questione sarebbe “il ricorso – spiega il senatore – di un’aspirante senatrice, Mirella Giai (Ulivo) che lamenta l’inversione dei dati, quelli relativi a lei e quelli relativi al senatore Edoardo Pollastri”. “Questo è un dato – continua Manzione – che risulta dai tabulati, perché lo stesso ufficio che fa gli accertamenti lo riscontra. Riscontra che la Giai ha più voti di Pollastri (ambedue sono membri de l’Unione)”. “Che abbiano invertito i dati non lo dico io – sottolinea Manzione – lo dice il responsabile della circoscrizione estero rispondendo a una domanda fatta dal presidente Pastore nel novembre 2006”. Per il senatore “l’errore dovrebbe essere riconosciuto senza grandi difficoltà, invece, la proposta odierna del vice presidente della Giunta, Antonio Boccia, di verificare 40 mila schede, ovvero il 50% dei voti porterà inevitabilmente ad una lunghezza dei tempi”. Roberto Manzione ha precisato di aver votato a favore della prima parte della delibera che prevedeva accertamenti limitati e contro la seconda che prevede un accertamento che “ci farà perdere un altro anno e mezzo”. Il documento citato dal senatore, ovvero quello del novembre 2006, si riferisce ad una dichiarazione della dottoressa Dalbuono, statistico della Corte d’appello di Roma che ha curato la parte di inserimento dati e stampa tabulati dei voti provenienti dall’estero, resa nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle operazioni di voto e di scrutinio nella circoscrizione estero, avviata dalla stessa giunta delle elezioni. La Dalbuono – come risulta dal resoconto stenografico della seduta – racconta come sono andate le cose. “Nel caso specifico del verbale dell’America meridionale – si legge – si tratta di un verbale che per il Senato a noi era risultato formalmente corretto, quindi con quadratura. Però, nell’assegnazione dei voti di preferenza dell’Unione il presidente di seggio non ha riportato nel modo corretto l’elenco dei candidati”.
(Ili)