Ciad, 30 ott – Rischiano i lavori forzati gli europei accusati di traffico di minori in Ciad. Questa mattina il giudice istruttore di Abéché, una città che si trova al confine con il Sudan, ha formalizzato le accuse contro nove dei sedici francesi dell’associazione “Arche de Zoé” presunti responsabili del rapimento di 103 bambini. L’inchiesta è iniziata lo scorso giovedì quando sono arrestati sedici francesi, sette spagnoli, un belga e due ciadiani sorpresi mentre si apprestavano a imbarcare i minori su un aereo diretto in Francia. Gli imputati “trascorreranno la notte nel Palazzo di giustizia della città in attesa di un’altra destinazione” ha dichiarato un ufficiale della procura, spiegando che non è stato possibile trasferirli in carcere per ragioni di sicurezza. I sette spagnoli sono stati accusati di complicità, mentre il pilota belga e i due ciadiani attendono ancora il verdetto del giudice. La Spagna ha chiesto alle autorità del Ciad il rispetto della “presunzione d’innocenza”, mentre il Presidente francese Sarkozy ha condannato il comportamento dell’associazione definendolo “illegale e inaccettabile”, escludendo l’ipotesi di una richiesta di estradizione. Più duro il commento del presidente ciadiano Idriss Deby Itno, il quale sospetta che i bambini fossero destinati a delle organizzazioni di pedofili o al commercio di organi. L’avvocato francese dell’associazione, Gilbert Collard, denunciando la “dimensione politica” dell’affare, ribadisce che l’associazione intendeva salvare “questi poveri orfanelli” dalla guerra civile in corso nel vicino Darfur. Ma anche la giustizia francese si sta occupando del caso e cercherà di fare luce sul ruolo dell’ “Arche de Zoé” come intermediario illegale per l’adozione dei minori.
(Fam)