• Home
  • Pagina di esempio
9Colonne
No Result
View All Result
No Result
View All Result
9Colonne
No Result
View All Result
Home Sito interno Archivio News dal mondo

IMMIGRAZIONE: STRANIERI IN ITALIA AUMENTANO DEL 21,6%

it@withub.it by it@withub.it
30 Ottobre 2007
in Archivio News dal mondo
0
0
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

Roma, 30 ott – Sono 3.690.000 i cittadini stranieri presenti in Italia, con un aumento annuale del 21,6%: è la stima contenuta nel il 17esimo rapporto sull’immigrazione redatto dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Migrantes, presentato oggi a Roma per l’anno europeo del dialogo interculturale. “Partendo dalle 3.035.000 presenze regolari stimate a fine 2005 – recita il rapporto – sono stati aggiunti i nuovi nati del 2006 (poco meno di 60.000) e le domande presentate per assumere lavoratori sulla base delle quote fissate nel 2006 (al posto delle 540.000 effettive, ne sono state conteggiate 486.000 per tenere conto di quelle non accettate). Sono stati poi aggiunti i visti rilasciati per ricongiungimento familiare (82.330), i visti rilasciati per studio universitario o comunque studio di una certa stabilità in Italia (19.604), i visti rilasciati per motivi religiosi (3.191) e i visti rilasciati per residenza elettiva (928). Alla fine – continua il rapporto – l’incidenza sulla popolazione totale è del 6,2%. L’Italia si colloca, con la Spagna, subito dopo la Germania tra i più grandi paesi di immigrazione dell’Unione Europea e, per quanto riguarda l’incremento annuale, i due paesi mediterranei non hanno uguali in Europa, superando in proporzione gli stessi Stati Uniti (i quali, con una popolazione cinque volte superiore a quella italiana, registrano l’ingresso di un milione di nuovi immigrati all’anno)”. Fra le novità il rapporto segnala come nel nostro paese sia attribuibile alle donne immigrate circa la metà dell’incremento della natalità registrato tra il 1995 e il 2005: “esse – spiega il documento – hanno in media 2,45 figli a testa contro 1,24 delle donne italiane, che per giunta partoriscono il primo figlio mediamente a 31,3 anni, quattro in più rispetto alle straniere. Inoltre negli ultimi anni la componente femminile è cresciuta in maniera più marcata di quella maschile nella maggior parte delle regioni, anche a seguito delle occupazioni legate ai servizi alle famiglie o ad altri tipi di attività lavorativa, così che sostanzialmente si è arrivati a un rapporto paritario tra i sessi. La stima delle donne straniere a fine 2006 è di 1.842.000 unità regolarmente presenti nel nostro paese, pari al 49,9% del totale degli immigrati (7 punti percentuali in più rispetto al 1991) e ciò conferma il costante e consolidato protagonismo femminile nell’attuale processo migratorio”. Per quanto riguarda invece la ripartizione territoriale dei soggiornanti stranieri a fine 2006 ci sono “6 immigrati su 10 inseriti nel settentrione (33,7% nel Nord Ovest e 25,9% nel Nord Est, in termini assoluti circa 1 milione e 250 mila nella prima area e quasi 1 milione nella seconda), 1 milione di presenze nelle regioni del centro (26,6%) e più di mezzo milione nelle regioni del Sud (13,8%). Il tasso medio d’aumento dei soggiornanti regolari (+16,1%) è stato soggetto a scarti contenuti: al di sotto, si collocano il Nord Ovest e il Centro e, al di sopra, il Nord Est e le Isole, mentre le regioni del Sud aumentano complessivamente del 21,0%. Se anche nel biennio 2007-2008 i flussi continuassero con la stessa vivacità, i cambiamenti sarebbero notevoli: la Lombardia passerebbe da 850.000 a più di un milione di presenze; il Veneto, l’Emilia Romagna e la provincia di Roma supererebbero il mezzo milione di unità; il Piemonte sfiorerebbe le 400 mila, la Toscana le 350 mila, la Campania le 200 mila e le Marche le 150 mila unità, mentre al di sotto delle 100 mila unità resterebbero solo il Trentino Alto Adige e l’Abruzzo (per giunta non lontane da quel livello), insieme alla Sardegna, alla Basilicata, al Molise e alle Valle d’Aosta. Già attualmente la Lombardia accoglie un quarto di tutti i residenti stranieri e, insieme ad altre regioni del Nord e del Centro, totalizza i valori più alti, sia per quanto riguarda l’incidenza degli immigrati sulla popolazione residente che quella dei minori tra la popolazione straniera”. Dal punto di vista della provenienza, il dossier della Caritas osserva come la presenza straniera è costituita per la metà da europei: “in particolare, quelli dell’Est Europa, dal 2000 al 2006, sono aumentati del 14%, mentre l’Africa ne ha persi 5 e l’Asia e l’America 2 ciascuna: tutte le aree, comunque, sono notevolmente cresciute numericamente. Oggi, in sintesi, ogni 10 presenze immigrate 5 sono europee, 4 suddivise tra africani e asiatici e 1 americana. Gli 880 mila immigrati provenienti dall’Ue a 27 (25,9%) quasi si equivalgono con gli altri immigrati provenienti dai Balcani e dagli altri paesi dell’Est Europa (25,3%) e denotano nell’insieme una forte presenza europea. La Romania (556.000 presenze, secondo la stima del dossier) sfiora un sesto del totale (15,1%) e distanzia di quasi cinque punti il Marocco (387.000) e l’Albania (381.000). “L’allargamento dell’Unione europea – continua il rapporto – porta anche a riflettere sulle politiche di accoglienza dei rom (più di 10 milioni nell’Ue a 27). In Italia essi sono 140.000, per il 60% stanziali: degli altri la metà è seminomade, e l’altra è costituita dai sinti, cioè dai circensi o giostrai, artisti che viaggiano permanentemente portando in scena i loro spettacoli”. Molto rappresentativi anche i dati relativi alla seconda generazione di immigrati, ovvero al complesso degli stranieri nati in Italia, al netto di quanti hanno acquisito la cittadinanza italiana: “si tratta – spiega la Caritas – di 398.295 persone, oltre la metà dei minori presenti e il 13,5% della popolazione straniera residente. I nati stranieri costituiscono ormai il 10,3% del totale delle nuove nascite, valore che arriva al 17% in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e scende all’1-2% in quasi tutte le regioni del Sud, ad eccezione dell’Abruzzo. I figli di immigrati sono 1 ogni 5 nuovi nati a Prato e Brescia e 1 ogni 4 a Reggio Emilia, Treviso, Vicenza e Modena”. Un aspetto interessante evidenziato dal rapporto è la percezione del fenomeno dell’immigrazione da parte degli italiani, che “continuano a essere divisi in due blocchi contrapposti, gli uni favorevoli e gli altri contrari”. “Il fenomeno – aggiunge il dossier, non viene considerato la prima preoccupazione, come lo è invece l’occupazione con il suo carattere precario. Secondo la ricerca della “Makno & Consulting”, condotta su incarico del ministero dell’Interno, gli intervistati si fanno un’idea degli immigrati, nell’85% dei casi, sulla base dei telegiornali e per lo più ritengono che gli irregolari superino i regolari del 50% (come se gli irregolari fossero 4,5 milioni), e ciò – spiega la Caritas – sottolinea l’esigenza di una conoscenza meno superficiale”. Per quanto concerne invece il capitolo delle condizioni di vita attuali degli immigrati, il rapporto evidenzia come “la maggiore e diffusa presenza sta incrementando l’incidenza degli stranieri tra i proprietari di immobili: nel 2006 gli immigrati sono stati un sesto tra quanti hanno acquistato una casa e tendenzialmente stanno diventando la metà di quanti hanno bisogno della prima casa. Gli immobili preferiti sono quelli da ristrutturare, vicino alle reti di trasporto e alle scuole dei figli, in provincia (in media in 4 casi su 10, ma in 6 su 10 nell’area di Roma e in quella di Milano) piuttosto che nel capoluogo. Benché si tratti del segmento più basso del mercato (117.000 euro per una casa di 50 mq, che costringe al sovraffollamento), il volume d’affari annuo complessivo è di oltre 15 miliardi di euro. “Pur tra molte contraddizioni – aggiunge il dossier – la società italiana sta diventando più interculturale. Un matrimonio ogni 8 coinvolge ormai un cittadino straniero (ma solo nel 20% dei matrimoni misti sono protagoniste le donne italiane rispetto ai maschi) e le coppie miste sono più di 200 mila, senza considerare quelle di fatto, di difficile quantificazione. Anche le acquisizioni di cittadinanza, pur lontane dai ritmi europei, sono più che raddoppiate rispetto ad alcuni anni fa e non legate esclusivamente ai matrimoni con gli italiani (quasi 20.000 nel 2005). Anche la scuola italiana accoglie ormai più di mezzo milione di studenti con cittadinanza straniera (a.s. 2006/07), che raggiungono un’incidenza del 5,6% sulla popolazione scolastica totale, con valori più che raddoppiati (1 ogni 8 alunni) in alcuni contesti. Milano e Roma sono le aree in cui la presenza di alunni stranieri è più consistente: rispettivamente 48.000 e 40.000 studenti con cittadinanza estera. Scarsa è la presenza di questi studenti nei licei (solo 9.000 candidati alla maturità), concentrati invece in 4 casi su 5 negli istituti tecnici e professionali, il che prelude a un inserimento occupazionale meno soddisfacente, come avviene, per esempio, per i figli degli italiani in Germania”. Aspetto importante anche quello della presenza multireligiosa: “Questa dimensione – spiega la Caritas – è rimasta marginale fino alla metà degli anni ’90, quando si è iniziato a dibattere sulla specificità dell’Islam e sulla sua supposta inconciliabilità con i principi societari occidentali. I musulmani insediati in Italia sono più di 1 milione e costituiscono il secondo gruppo religioso del paese, destinato senz’altro ad aumentare per effetto sia dei nuovi arrivi che delle nuove nascite. La loro presenza è resa visibile, oltre che dalla stampa, dai 735 luoghi di preghiera o associazioni censiti a maggio 2007, più del doppio rispetto al 2000 (59esima relazione del Sisde al Parlamento). Il pluralismo religioso, affermatosi in Italia attraverso l’immigrazione, è comunque molto più ampio e coinvolge non solo altre religioni non cristiane, come le diverse forme di induismo o di buddhismo, per limitarci a due esempi, ma lo stesso cristianesimo attraverso le confessioni ortodossa e protestante. Dalla metà degli anni ’90 i prevalenti flussi dall’Est Europa hanno incrementato le presenze cristiane, sebbene non tutte cattoliche. Secondo la metodologia di stima del Dossier Caritas/Migrantes, su una presenza regolare straniera, stimata pari a 3.690.000 persone, i cristiani restano quasi la metà e i musulmani ammontano a circa un terzo, mentre le grandi religioni orientali coprono quasi il 5%”.
(Mca)

Related Posts

  • del 21 aprile

    Martedì 21 Aprile 2009 - Anno XIV - Direttore Isabella Liberatori   INTEGRAZIONE AL NUMERO…

  • del 21 luglio

    Martedì 21 Luglio 2009 - Anno XIV - Direttore Isabella Liberatori   AGGIORNAMENTO DEL NUMERO…

  • del 21 agosto

    Anno XII - Numero 33 - Direttore Isabella Liberatori Questo notiziario viene inviato a tutti…

Previous Post

SEMINARIO CNE, GIULIANI: ASSOCIAZIONI INSIEME PER UN CAMMINO COMUNE

Next Post

RICERCA CNR: VERSO SOLUZIONE DEL MISTERO DI TUNGUSKA

Next Post

NEUROBLASTOMA, A TRENTO SI STUDIANO LE MOLECOLE PER SCONFIGGERLO (1)

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

  • OLIMPIADI: PODCAST RAIPLAY, DIECI ATLETI SI RACCONTANO
  • OBESITÀ, SCHILLACI: LEGGE PASSO IN AVANTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE
  • POLIZIA, LEONE XIV RICEVE NUMERO SPECIALE POLIZIA MODERNA “PACE E SICUREZZA”
  • BANDECCHI, AVS, PD, M5S, PSI E RC: ORA BASTA, SINDACO SI DIMETTA
  • CNR, STUDIO RICONDUCE IL DIPINTO DI TURNER AL PONTE DEL DIAVOLO DI BLERA (VT) (3)

Commenti recenti

Nessun commento da mostrare.
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

No Result
View All Result
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.