Napoli, 1 nov – Si è ucciso perché i compagni di scuola lo prendevano in giro. E’ successo a Ischia: un ragazzino di 14 anni, D. G., si è impiccato in un terreno poco distante da casa sua, dopo che la madre, nel pomeriggio di ieri, aveva denunciato la sua scomparsa. Immediatamente erano scattate le ricerche della polizia: in serata la tragica scoperta degli agenti del commissariato locale, il trasporto del corpo al Policlinico di Napoli per l’esame autoptico e l’inappellabile sentenza degli inquirenti: suicidio, nessun dubbio a riguardo. Poi la disperazione e la rabbia della madre: “La scuola mi dovrà rendere contro”. Già davanti ai soccorritori e al corpo senza vita del figlio la donna aveva immediatamente collegato la tragedia alle angherie subite quotidianamente a scuola, il liceo classico di Ischia frequentato dal figlio. Gli inquirenti ascolteranno nelle prossime ore il preside del liceo e i professori del ragazzo, ma la madre non ha dubbi: la fonte del disagio del figlio 14enne era la scuola. Il ragazzo si era candidato alle elezioni come rappresentante di classe ma non aveva ricevuto neppure un voto dai suoi compagni, che lo consideravano “un secchione”. I suoi voti a scuola, secondo i primi accertamenti, erano tutti tra l’8 e il 9, probabilmente i migliori della classe. Forse per questo D. G. non veniva accettato dai compagni. La madre ha rivelato agli investigatori che proprio ieri, prima di allontanarsi da casa, il figlio era stato deriso un’altra volta. Le aveva raccontato di quelle prese in giro. A lei aveva riferito del risultato fallimentare delle elezioni scolastiche e delle continue prepotenze dei compagni che lo accusavano, per altro, di volere entrare a scuola anche nei giorni di sciopero, come accaduto la scorsa settimana. La madre aveva tentato in ogni modo di consolarlo e si era proposta di intervenire, andando a parlare con il preside dell’istituto e con i professori. Lui però le aveva chiesto di non farlo, forse per paura che i compagni lo venissero a sapere. Poi il gesto estremo. Non è la prima volta che un ragazzino decide di togliersi la vita per problemi a scuola, che si tratti di brutti voti o di prese in giro da parte dei compagni o dei “bulli” di turno. Dopo il fatto di Ischia anche qualche politico si è interessato al problema. La senatrice Maria Burani Procaccini, responsabile minori di Forza Italia, invita a non sottovalutare un dato: “Il 18 per cento degli adolescenti presenta marcati sintomi depressivi”, ha spiegato, e quindi “il bullismo è un fattore scatenante ma c’è il dato della latenza psicopatologica che deve essere assolutamente considerato per predisporre programmi d’intervento seri e duraturi”.
(Fca)