Pechino, 1 nov – Se il Papa riceverà il Dalai Lama il prossimo 13 dicembre, “offenderà il popolo cinese”, questo il commento di Pechino alla notizia diffusa stamane su un possibile incontro in Vaticano tra il Santo padre e la massima autorità temporale del Tibet. Una minaccia velata, ma reale come ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Liu Jianchao, che si è augurato che la notizia venga presto smentita in modo da non compromettere ulteriormente le già difficili relazioni bilaterali tra il Vaticano e Pechino. Il governo cinese, che considera il Dalai Lama come un pericoloso separatista, aveva già contestato l’incontro del Papa con il leader tibetano dell’ottobre 2006. La Cina continua la battaglia contro tutti coloro che usano il Dalai Lama per “interferire” nei suoi affari interni, quindi contro l’America, che recentemente gli ha consegnato la più alta onorificenza degli Stati Uniti, contro il Canada e la Germania. Il Dalai Lama, nobel per la pace nel 1979, vive in esilio dal 1959 dopo essere fuggito dal Tibet occupato dall’esercito cinese.