Roma, 6 nov – “Tutte le voci previste dalla Finanziaria hanno copertura economica come previsto dalla Costituzione”. Il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, nella sua replica al Senato, risponde così all’opposizione definendo le voci sulla mancanza di copertura e, “in particolare quelle sul ticket”, “una favola strumentale e poco responsabile”. “La struttura della finanziaria – ha aggiunto- non è certo perfetta e andrà modificata, forse, in alcune parti ma ora governo e Parlamento sono in condizione di governare meglio gli eventi economici”. “Abbiamo trovato – ha continuato – un dissesto dei conti pubblici e stiamo faticosamente operando per correggerlo” perché – dice – “non c’è crescita senza conti pubblici sani e sostenibili”. “Spero – ha concluso – che il Parlamento lavori per un ordinato iter senza ricorrere al voto di fiducia”. Con l’intervento del ministro si è conclusa nell’Aula di Palazzo Madama la discussione generale sulla legge finanziaria. Si procedo ora al voto sugli emendamenti al ddl Bilancio. Domani l’aula, passerà al voto degli emendamenti della legge Finanziaria. Attualmente da opposizione e maggioranza ne sono stati presentati circa 700. Una cifra ben lontana da quella indicata ieri da Vannino Chiti (200 emendamenti) e che permetterebbe al governo di non ricorrere alla fiducia. Che quest’ultima ipotesi sia ancora concreta lo dimostra il fatto che domani mattina alle 8 lo stesso Chiti parteciperà a Palazzo Madama a un vertice di maggioranza dove, con ogni probabilità, si discuterà proprio di questo oltre che a cercare una soluzione ai nodi più spinosi sollevati dalla sinistra estrema e dai cosiddetti senatori “dissidenti”. Intanto l’opposizione non demorde e Renato Schifani, presidente dei senatori di Forza Italia, fa sapere che la Cdl continuerà la sua “battaglia parlamentare contro una finanziaria senza copertura, che aumenta la spesa pubblica a danno dei cittadini”. Per questo non vuole sentir parlare di ritiro delle proposte. “Se il governo – conclude – decidesse per la fiducia si tratterebbe di un violazione dell’appello del presidente della Repubblica”. Possibilista il relatore della manovra Giovanni Legnini: “Stiamo lavorando per evitarla”.
(Clb/Caf)