Roma, 7 nov – “Chiudere la rete consolare è come infliggersi un colpo di coltello in una coscia, una forma forte e dolorosa di autolesionismo. Se le risorse devono essere risparmiate che vengano risparmiate da un altra parte”. Non usa giri di parole il presidente del Comitato parlamentare per gli italiani all’estero, onorevole Franco Narducci, nel suo intervento all’Assemblea Plenaria del Cgie che si è aperta ieri a Roma. Narducci, parlando della rete diplomatico – consolare e della sua necessaria razionalizzazione, ha evidenziato i profondi cambiamenti che “i servizi e la rete stessa stanno affrontando oggi, rispetto agli anni passati, un mutamento che – sostiene – riguarda soprattutto le sue funzioni”. “Proprio in questa prospettiva di cambiamento – ha proseguito Narducci – c’è un enorme bisogno di formazione per il personale che lavora nelle reti consolari, personale che ha il compito di dare risposte ottimali ai nostri connazionali rispetto a problemi nuovi a sfide nuove”. “Io credo – ha proseguito l’onorevole – che se veramente si vuole rilanciare e mettere a frutto le opportunità del “sistema Italia” non è possibile pensare di chiudere i consolati ma è invece indispensabile trovare maggiori risorse per potenziarne il funzionamento”. Per quanto riguarda il voto all’estero, Narducci ha sottolineato come sia “necessario continuare a vigilare sull’operato del Parlamento perché le proposte sembrano andare dall’assoluto ostracismo a formule da contentino”. “Questo non è assolutamente lo spirito delle riforme costituzionali sulle quali abbiamo lavorato fino ad oggi, anche – conclude Narducci – con larghissime intese tra le forze politiche e che non vanno negli interessi del paese”.
(Cep)