Roma, 8 nov – “I sindacati – ha aggiunto Montezemolo – devono capire, e direi che molti di loro l’hanno capito, che siamo interessati alla contrattazione collettiva purché raggiunga risultati funzionali all’attività delle imprese e sia orientata ad una politica di sviluppo industriale e non venga utilizzata come strumento di vincolo all’iniziativa economica. Noi – ha sottolineato – dobbiamo innovare la contrattazione introducendo strumenti più moderni per pagare meglio i lavoratori che contribuiscono ai risultati delle imprese, e vogliamo poter pagare di più chi si impegna di più. Senza aumenti di produttività – ha però osservato – non ci può essere maggior benessere, si perde terreno nel confronto internazionale, non si possono migliorare le buste paga dei lavoratori. Per questo un anno fa chiedemmo con forza l’apertura di un tavolo per la competitività e la produttività che dopo mesi di negoziati si è concluso con il Protocollo sulla crescita e il welfare dello scorso luglio. Se le retribuzioni italiane sono inferiori a quelle francesi, tedesche e inglesi è perché anche la produttività italiana è minore: noi, che consideriamo fondamentale il ruolo dei nostri collaboratori, siamo stati i primi a segnalare il problema di salari oggettivamente bassi rispetto al costo che sopportano le aziende. La differenza tra quanto un lavoratore costa alle aziende e il suo salario netto è abissale – ha concluso il leader di Confindustria – per effetto di tasse e contributi troppo alti. Tasse e contributi che spesso vengono anche spesi male”.
(Mca)