Roma, 9 nov – Saranno 48 ore di fuoco quelle che attendono i paesi europei che si affacciano sul mare del Nord, dove è in corso quella che i meteorologi britannici hanno definito la peggiore tempesta degli ultimi 20 anni. Raffiche di vento, ondate di marea alte fino tre metri e inondazioni stanno battendo in queste ore le coste di Inghilterra, Belgio, Olanda, Norvegia e Danimarca. In Belgio (dove si sono verificate raffiche di vento fino a 90 chilometri orari e abbondanti piogge) la tempesta ha già causato il primo morto, ovvero il conducente di un’auto che, nella regione di Liegi, è finita nella Meuse. L’uomo al volante è annegato, mentre la passeggera seduta al suo fianco è riuscita a salvarsi nuotando. I record di vento sono stati misurati all’aeroporto di Deurne e nel comune di Coxyde, mentre sulle Ardenne, nella regione di Bastogne, sono apparsi i primi fiocchi di neve. L’allarme meteorologico sta anche influendo sul prezzo del petrolio. La Norvegia, infatti, quinto paese produttore di greggio al mondo, sta sgombrando le proprie piattaforme. La tempesta ha già tagliato del 10%, pari a 220.000 barili, la produzione di petrolio. Anche l’azienda britannica Bp ha seguito l’esempio della concorrenza norvegese, sgombrando la piattaforma Valhall (80.000 barili). (SEGUE)