Roma, 9 nov – Venticinque manifestazioni, 400mila lavoratori in piazza e oltre 2 milioni di scioperanti: questi, secondo gli organizzatori, i dati dello sciopero generale indetto per oggi dai sindacati di base. Limitati i disagi nelle principali città italiane salvo Roma, che in mattinata ha visto il traffico impazzire sul Grande raccordo anulare. La Cub parla di 50mila manifestanti nella capitale e altrettanti a Milano. La metro meneghina non si è fermata, ma ha semplicemente ridotto il servizio del 33%, mentre per Torino i dati sono contrastanti: gli organizzatori parlano di un’adesione all’80% nel settore dei trasporti ma l’azienda parla di numeri molto più bassi. I metalmeccanici della Fiat Auto di Pomigliano d’Arco avrebbero invece aderito, secondo i sindacati, con una percentuale vicina al 90%. Funicolare, circumvesuviana e metropolitana regolari a Napoli, dove i disagi sono stati contenuti. Solo due cancellazioni nel traffico ferroviario in Emilia Romagna e situazione regolare in Sicilia. Bloccato dai “disobbedienti” alla stazione di Padova, invece, un treno per Venezia. Si presenta delicata la situazione del traffico aereo. A Fiumicino sono stati cancellati 74 voli, per la gran parte di Alitalia. A Malpensa i voli annullati sono 46, a Linate 33. A Torino ha complicato le cose anche la presenza di forte vento che ha costretto ad annullare diversi voli in partenza e in arrivo. All’aeroporto di Capodichino la programmazione non ha invece subito ritardi. Diversi gli slogan urlati nelle piazze o impressi sugli striscioni nel corso dei cortei che hanno caratterizzato la giornata: “No al protocollo del 23 luglio, no alla Finanziaria, no alla precarietà. Diritto al lavoro, diritto al reddito”, recitava ad esempio lo striscione che apriva il corteo partito da Piazza della Repubblica, a Roma. “Sono passati due anni non avete fatto niente di sinistra”, era invece un altro slogan. Critici verso il governo, ma anche verso la triplice sindacale, i commenti degli organizzatori. “Da rilevare nelle manifestazioni la cospicua presenza dei lavoratori precari di tutti i comparti e dei coordinamenti degli studenti, dei centri sociali e dei movimenti di lotta per la casa. Un governo di centrosinistra non può non tenere conto della portata del nostro sciopero”, dichiara ad esempio Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Cub. “Cgil Cisl Uil, che hanno circondato lo mobilitazione di oggi con scioperi improbabili sia per motivazioni che per proporzioni, devono smettere di pretendere il monopolio della rappresentanza sindacale”. “Questa giornata è anche a difesa del Contratto collettivo nazionale – prosegue Leonardi – che Partito democratico e sindacati concertativi vorrebbero smantellare. Dimostra definitivamente che si è consolidato nel paese un sindacalismo conflittuale e propositivo, capace di esprimere mobilitazioni come quella odierna”, conclude il coordinatore Cub. La forte partecipazione alle manifestazioni rappresenta invece per Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil, “un importante segnale che afferma la necessità di continuare la lotta contro la precarietà, per i salari e i diritti”. “L’adesione massiccia allo sciopero dimostra quanto sia diffuso il disagio del mondo del lavoro nei confronti del governo Prodi, che non solo tiene ancora in piedi la legge 30, ma vara anche un protocollo sul welfare che accentua ancor di più la precarietà”, ha invece commentato Francesco Caruso, deputato indipendente di Rifondazione comunista.
(Asc)