Livorno, 12 nov – Dai paesi emergenti viene una domanda sempre più qualificata per il Made in Italy. È quanto evidenziano i dati presentati da Assocamerestero oggi a Livorno nel corso della XVI Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE). Si tratta di una previsione al primo trimestre 2008 sui trend delle esportazioni italiane dell’agroalimentare, tessile-abbigliamento-calzature, meccanica, elettronica e arredamento-design in Germania, nostro tradizionale partner commerciale, ed in Russia, Cina, India, Brasile e Turchia.
Tra i settori esaminati emergono i risultati dell’agroalimentare in Cina, dove l’incremento del valore medio mensile nel trimestre previsto supera il 70%, portando le vendite medie dell’analogo periodo del 2007 da 3,6 milioni di euro ad oltre 6 milioni. Un risultato che si inserisce nel trend di crescita avviato nel 2001 e consolidatosi nei periodi successivi: se nel 2000 in Cina il settore valeva in media un milione di euro, già nel quarto trimestre del 2003 l’export italiano raggiungeva i 3,6 milioni per superare poi i 5 milioni nel secondo trimestre 2007.
Se da un lato le proiezioni riguardanti il TAC, Tessile-Abbigliamento-Calzature, risentono ancora della concorrenza del Far East, la Russia sembra avere avvertito solo in minima parte gli effetti delle turbolenze dei mercati: nel primo trimestre 2007 l’Italia esportava già prodotti per un valore medio mensile di oltre 166 milioni di euro ed è oggi possibile ipotizzare un tasso di crescita del 20% circa che porterebbe le vendite del settore alla cifra record di 199 milioni di euro. (SEGUE)