Roma, 12 nov – Nessun dissenso, comunque, precisa Russo Spena: “sono cifre troppo alte per noi, abbiamo lasciato i nostri tecnici, sono sicuro che si troverà un ottimo accordo ma noi preferiamo occuparci d’altro”. Secondo la norma, messa a punto stamattina, dovrebbero restare fuori dal tetto le authority indipendenti e ci sarebbero, secondo quanto spiegato dalla Finocchiaro, “25 posizioni in deroga che il governo dovrà identificare”. Ma anche sui precari, argomento tanto caro ai diniani, pare che l’accordo ci sia. “Ci avviamo verso una soluzione – conferma il senatore – abbiamo ribadito il nostro no alla stabilizzazione per sanatoria degli ‘amici degli amici’ ovvero quelli chiamati al lavoro senza una procedura selettiva di tipo concorsuale. Chi non lo ha fatto deve passare per procedure selettive, che devono essere garantite”. Fin qui la sostanza. Poi ci sono le polemiche politiche, le battute e i “teatrini”. Il botta e risposta tra Dini e Russo Spena, le battute sui senatori dell’Udc accusati nei giorni scorsi da Calderoli di colpevole assenza in aula, e uno “show” di Cossiga che ironizza sull’accaduto e parla di rivoluzione d’ottobre. Partiamo dalla polemica politica. A Russo Spena proprio non vanno giù le “mani libere” in Senato invocate da Dini. “Gli accordi ci sono – dice – eppure sono amareggiato”. Punta il dito contro il leader dei lib-dem e afferma che evidentemente “starà valutando le offerte e in poche ore dovrà decidere se o passare dall’altra parte ma non dica che Prc sta danneggiando la coalizione, mi sembra veramente troppo”. (SEGUE)