Roma, 12 nov – Se l’impiccagione nel settembre scorso in Iraq di Abu Omar Al Kurdi, il terrorista accusato di essere l’ideatore dell’attentato di Nassiriya e reo confesso, porterà alla prossima archiviazione dell’inchiesta sugli esecutori della strage della procura di Roma (che aveva chiesto inutilmente l’estradizione del luogotenente di Abu Musab al Zarqawi, ex leader di Al Qaeda in Iraq, unico indagato), resta aperta invece l’inchiesta militare che vede imputati tre alti militari italiani per il reato previsto dall’art. 98 del codice penale militare di guerra: omissione di provvedimenti per la difesa militare. Si tratta dei generali dell’Esercito Vincenzo Lops e Bruno Stano, che si sono avvicendati al comando del contingente nazionale, e del colonnello dei carabinieri Georg Di Pauli, comandante della Msu, l’unità specializzata multinazionale dell’Arma che aveva il suo quartier generale proprio nella Base Maestrale distrutta nell’attentato del 12 novembre 2003, poi comandante provinciale dei carabinieri a Verona. L’Esercito ha chiesto una consulenza al generale Antonio Quintana, secondo il quale sistemare la base Maestrale al centro di Nassiriya e senza un percorso obbligato a zig-zag per entrare all’interno di essa è stato un errore. Mentre per la commissione nominata dall’Arma dei Carabinieri e guidata dal generale Virgilio Chirieleison non ci sono state omissioni nell’organizzazione della sicurezza della base. Lo stesso Abu Omar al Kurd – arrestato nel 2005 dagli americani e condannato a morte in Iraq perché ritenuto l’ideatore di altri 36 attentati suicida, oltre a quello di Nassiriya – ha affermato che l’obiettivo era stata scelto in quanto si trovava lungo una strada principale che non poteva essere chiusa. (SEGUE)