Milano, 12 nov – Il “Vino dei Celti” si presenta oggi al grande pubblico, in occasione di Golosaria, l’evento enogastronomico organizzato dai Club di Papillon che si tiene a Milano. Dopo la primissima vendemmia del 2004, la produzione di “Overland-Memorie di Lomellina” cresce e si perfeziona. Riportando di attualità un metodo di produzione che si fa appunto risalire all’antica popolazione diffusa nell’Europa centroccidentale nel corso del I millennio avanti Cristo e in particolare l’antico vino che veniva prodotto dalle popolazioni celto-liguri nel V-IV secolo a.C. attraverso la coltura della vite allevata secondo la tecnica dell’Arbustum Gallicum, trasferita dai Galli Insubri ai Romani, e trasmessa dai Romani alle popolazioni di tutto il Mediterraneo. Sono pronti infatti più di 400 vasi a trottola, realizzati a mano da Costantino di Claudio, vasaio per passione e chef di professione all’Osteria del Sass di Besozzo, nel Varesotto. Il vaso viene custodito in una scatola in legno di castagno riempita di paglia di “triticum monococcum”, il più antico frumento coltivato dall’uomo prodotto nel podere celtico ricostruito della Cascina Molino Miradolo, a Robbio Lomellina. “Tutto è cominciato dalla passione per la storia e per la terra di Lomellina, che condivido con Fulvio Pescarolo del Molino Miradolo – racconta l’agnonomo Luca Sormani -. Insieme abbiamo investito in questo progetto cominciato ormai otto anni fa. Volevamo riportare in vita le tradizioni dei Celti, che più di venti secoli fa abitavano in queste terre, le loro tecniche di coltivazione, i gusti e i sapori. Sono felice del fatto che un’idea nata per gioco e passione stia risvegliando l´attenzione di un pubblico di esperti”.
(Grm)