Roma, 12 nov – Massimo Ficuciello, figlio del generale Alberto Ficuciello, funzionario di banca, aveva chiesto di poter tornare in servizio attivo con il suo grado di tenente proprio per partecipare alla missione ”Antica Babilonia”. Grazie alla sua conoscenza delle lingue era stato inserito nella cellula Pubblica Informazione. Proprio la mattina dell’attentato aveva avuto l’incarico di accompagnare nei suoi sopralluoghi lo sceneggiatore Stefano Rolla, una delle due vittime civili della strage. Anche Silvio Olla, 32 anni, dell’isola di Sant’Antioco (Cagliari), sottufficiale in servizio al 151.mo Reggimento della Brigata Sassari, figlio di un maresciallo e fratello di un carrista, era in forza alla cellula Pubblica Informazione. La conoscenza dell’inglese e dei rudimenti dell’arabo lo avevano fatto diventare uno dei punti di riferimento per i giornalisti. Scortavano invece il cooperatore internazionale Marco Beci, seconda vittima civile dell’attentato, gli ultimi tre caduti militari della strage, tutti del sesto Reggimento trasporti di Budrio (Bologna): Emanuele Ferraro, 28 anni, di Carlentini (Siracusa), caporal maggiore scelto; Alessandro Carrisi, 23 anni, di Trepuzzi (Lecce), caporale volontario in ferma breve, partito per l’Iraq da poche settimane e il caporale Pietro Petrucci, 22 anni, di Casavatore (Napoli), volontario in forma breve, l’ultimo ad aggiungersi alla lista degli uccisi dopo avere riportato gravissime ferite alla testa. Infine i due civili: Stefano Rolla, 65 anni, romano, in Iraq per le riprese della sua sceneggiatura “Guerrieri di pace” dedicato alla missione italiana, titolo poi cambiato in “Babilonia terra tra due fiumi” (alla sua memoria è dedicato il blog stefanorolla.blog.tiscali.it) e Marco Beci, 43 anni, originario di Pergola, nelle Marche, dove vivono la moglie e tre figli piccoli, funzionario della cooperazione italiana.
(Grm)