Roma, 12 nov – L’agente, nel frattempo, è stato destinato ad attività interna. Sulla vicenda è intervenuto anche il capo della Polizia Antonio Manganelli, che ha definito un “intervento maldestro” quello messo in atto dall’agente, sottolineando che comunque quella persona “era lì per portare legalità e non certo per portare lutti”. “Scopriremo la verità, mi sono impegnato”, ha comunque aggiunto Manganelli. Le indagini, intanto, procedono anche sull’altro fronte, quello che riguarda le violenze messe in atto da gruppi di tifosi contro le forze dell’ordine nel corso della nottata. Il bilancio parla di quaranta agenti feriti e un dirigente di polizia colpito al fegato da una spranga di ferro: per lui prognosi di 20 giorni. Tra gli ultrà che hanno assaltato caserme e sedi di istituzioni sportive sono stati fermati quattro ragazzi. Non sono ancora quantificabili in termini economici i danni materiali. Per ora si sa solo che al Coni sono stati rubati i computer e che alla sede del Comitato olimpico i danni sono nell’ordine di circa 100 mila euro. Per i fermati sono stati ipotizzati i reati di devastazione, saccheggio, danneggiamento, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e incendio doloso. A tutto ciò, inoltre, si aggiungerà – per la prima volta in riferimento a reati inerenti al mondo ultras – l’aggravante del terrorismo. I quattro tifosi arrestati, inoltre, non saranno processati per direttissima a causa dell’esigenza di svolgere ulteriori accertamenti. Per quanto riguarda le indagini circa l’assalto di un centinaio di tifosi a un commissariato di Milano, pare che l’autorità giudiziaria intenda contestare solo reati ordinari, senza aggiungere, in questo caso, l’aggravante del terrorismo.
(Asc)