Roma, 13 nov – E di fronte a questo vero e proprio esercito di militanti, il non-interventismo delle forze dell’ordine è stato una scelta ponderata. “Le forze dell’ordine hanno controllato, hanno difeso le proprie sedi, hanno pagato un prezzo elevato anche in termini di feriti ma non hanno lasciato quella parte della città abbandonata alla violenza perché la violenza era indirizzata solo contro di loro, solo contro le loro sedi: hanno evitato, comportandosi cosi’, come ha detto il capo della polizia, che ci fosse un’autentica mattanza – ha spiegato il ministro –. La repressione non è stata dura così come avrebbe potuto essere, ma è stata una scelta deliberata, che il capo della polizia ha ritenuto di fare allo scopo di non fornire ulteriori occasioni per uno scontro fisico, perché era lo scontro fisico quello che si cercava”. A supporto di questa tesi, dice l’esponente dell’esecutivo, l’assalto alla sede del sarebbe stata solo “un’azione diversiva” tesa a “sguarnire le sedi di polizia e carabinieri e attaccare con maggiore facilità le loro sedi”. Tuttavia il lavoro degli inquirenti continua e, dopo i primi quattro arresti di ieri, “sono in corso decine di altre identificazioni e ci saranno ulteriori arresti”. Infine arriva dal ministro una feroce critica al mondo del calcio e all’esasperazione che spesso lo accompagna, al punto da ricordare che Gabriele Sandri “non sarebbe morto se quel poliziotto non avesse sparato, ma neanche se i tifosi di due squadre diverse, incontrandosi in un autogrill” no si fossero “cimentati in risse” ma avessero bevuto “un caffé insieme”. “Nel basket, nel baseball e in tutti gli altri sport è così che capita – ha detto Amato –, nel calcio continuano invece ad accadere questi fatti tremendi”.
(Gco)