Roma, 16 nov – “Fino a questo momento l’unico che si è mobilitato per dare voce alla volontà degli italiani sono proprio io”. Il giorno dopo l’approvazione al Senato della manovra finanziaria Silvio Berlusconi risponde, più o meno “piccato”, agli alleati della Cdl e tiene la porta chiusa sia sul dialogo per le riforme sia su un possibile governo istituzionale. Il leader di Forza Italia interviene prima in collegamento telefonico a “Panorama del giorno”, la trasmissione su Canale 5 condotta da Maurizio Belpietro, e poco dopo a “Radio Anch’io”, dove chiarisce ancora meglio il concetto, rispondendo alla lettera di Gianfranco Fini che, sul Corriere della Sera, ha esortato il Cavaliere a voltare pagina. “Quella di Fini è un’opinione rispettabile – osserva l’ex premier – ma io sono convinto che c’è una tale disistima da parte degli italiani nei confronti di questo governo che questo non può continuare ad andare avanti. La richiesta di dialogo sulla riforma elettorale? Una legge elettorale c’è già – ha tagliato corto Berlusconi – e funziona benissimo. Alla Camera la legge ha funzionato, con l’assegnazione del premio di maggioranza, e al Senato non ha funzionato per un semplice motivo: perché la sinistra non ha vinto. In ogni caso – ha anche aggiunto – con questa maggioranza è impossibile ogni dialogo, c’è una sinistra radicale che la fa da padrona. Si tratta di comunisti che attingono ancora all’ideologia marxista”. Il Cavaliere quindi non vede nell’immediato futuro cambiamenti all’interno della coalizione di centrodestra, anzi auspica che “non cambi niente”. “L’unità della coalizione è necessaria – ha osservato – e credo che tutte le forze del centrodestra siano impegnate in questo. Se ci sono delle nuove idee che finora sono mancate io sono pronto a prenderle in considerazione: fino a questo momento mi sono impegnato a cercare di fare implodere questa maggioranza e credo di esserci riuscito”. (SEGUE)