Milano, 23 nov – Angelo Buonumori, ideatore del padiglione dell’Umbria a “La Campionaria/Fiera delle Qualità Italiane”, in corso di svolgimento a Milano, ha pensato la sua creazione come una riproduzione, in chiave postmoderna, del borgo umbro tradizionale, una serie di quartieri che sfociano in una piazza centrale: e al centro della piazza, pensata come una piccola “agorà”, è stato collocato un piccolo palcoscenico a gradini, ideato per ospitare sia i “forum” dello “Spazio Umbria” sui temi dell’eccellenza e della qualità, sia spettacoli teatrali. Gli spettacoli sono due: quello del maestro Luca Ronconi, in programma domani e domenica, un “Omaggio all’Umbria” messo in scena con alcuni allievi del Piccolo Teatro di Milano; e quello che è andato in scena oggi, “Umbria, uno sguardo tra i fiori e il cielo”, a cura di Walter Corelli del Gruppo Teatrale “La Fonte Maggiore” di Perugia, con gli attori Claudio Carini e Manuela Faraglia e i musicisti Simone Frondini (oboe) e Iacopo Bazzarri (percussioni). Lo spettacolo è stato patrocinato dalla Regione Umbria, Confartigianato, Fondazione “Symbola” e Teatro Stabile dell’Umbria. “Il titolo – spiega Walter Corelli – proviene da un passo del libro di Averardo Montesperelli ‘Viaggio in Umbria’. È un ‘recital’ di 15 minuti, pensato e allestito specificamente per questa mostra, che mette insieme, grazie ad una cornice narrante, una serie di testi dedicati all’Umbria dal Medioevo ad oggi”. I testi, letti dagli attori, accompagnati da un commento musicale e scanditi dalle immagini di un video che fa da fondale alla scena, vanno da San Francesco a Iacopone da Todi, da Carducci a Piovène. “Il nostro intento è quello di dare il senso di un viaggio dall’Umbria del passato a quella del presente, vedere cosa è rimasto (ad esempio il paesaggio) e cosa è cambiato, in una proiezione futura che è espressa, in chiusura, dal decollo di un aereo dall’aeroporto di sant’Egidio, a simboleggiare l’Umbria che cambia, l’Umbria dello sviluppo”. Anche il teatro, dunque, fra le “eccellenze umbre”. “Certamente – sottolinea Walter Corelli -, anche il teatro, anche la cultura accompagna ed è parte a pieno titolo del processo di sviluppo, che vediamo qui dispiegato in fiera. L’Umbria, con i suoi teatri storici, il Teatro Stabile, i suoi gruppi teatrali, fa registrare in questo settore una notevole vivacità. E Terni – conclude – sarà presto la base di una sperimentazione teatrale d’avanguardia, che farà aumentare ancora di più il valore di quanto già si sta facendo”.
(Sis)