Montevideo, 27 nov – Pintado si sofferma anche sulle relazioni tra Montevideo e l’Italia. “Le discendenze italiane di una grande percentuale di noi uruguayani sono un fatto conclamato. Nella nostra politica estera, come dicevo, stiamo priorizzando due livelli di azione: uno con i paesi simili al nostro, uno con l’IberoAmerica ed i paesi di origine, Italia compresa. Un impulso forte e’ venuto proprio da Roma quando e’ stata creata una struttura di interscambio e di cooperazione tra deputati di origine italiana nel nostro paese ( il Convegno dei Deputati di origine italiana nel Mondo che si e’ tenuto a Roma nel 2005, ndr) . E’ una collaborazione reale, i rappresentanti sono sempre gli stessi fino a fine del proprio mandato. C’e’ l’Associazione Amici dell’Italia e cerchiamo di fare in modo che siano meno parole e più azioni”. Anche se sull’impegno dell’Italia alla promozione dell’insegnamento linguistico, Pintado rivolge una critica. “L’Italia guarda da tante parti nel mondo, poco in America Latina. Una volta ascoltavamo la muscia italiana, guardavamo il cinema italiano. Io mi sono accorto che da voi si continuava a cantare anche dopo Caruso e la Carrà, oltre a Ramazzotti e a Pavarotti, solo quando sono arrivato a Roma. Mi sono accorto che il vostro cinema non si era fermato al neoralismo quando sono venuto in Italia. La presenza di un paese si calcola anche in base alla forza con la quale spinge le sue proposte culturali”.
(Sis)