Roma, 5 dic – Come ogni anno, il Governo ha emanato il decreto che stabilisce il numero dei lavoratori non comunitari che possono entrare in Italia. Anche il Patronato delle Acli di Roma, da sempre schierato in favore della legalità e dei diritti di tutti, ha messo a punto una rete di accoglienza che non faccia sentire i numerosi immigrati che si rivolgono ai suoi sportelli come dei numeri. “La nostra capacità di accogliere gli immigrati – spiega Gianluigi De Palo, presidente del Patronato e delle Acli di Roma – si vede anche e soprattutto in queste occasioni. Quello che ci proponiamo di fare attraverso gli operatori che lavorano nei nostri sportelli è quello di gestire ogni pratica tenendo presente che dietro ogni volto, ogni mano che stringiamo, ogni ruga del viso di chi ci sta davanti, c’è una storia”. Perciò, in questa fase, il Patronato delle Acli di Roma ha messo in campo una squadra che comprende alcuni operatori che hanno esperienza nell’ambito della mediazione culturale, che si occuperanno principalmente della gestione delle code davanti ai propri uffici: “Di gente – continua De Palo – ne sta venendo e ne verrà tanta, anche perché per molti il rientrare o il non rientrare nel decreto flussi 2007 è una questione di vita o di morte. Per questo crediamo sia importante accogliere e dare un segnale di presenza, cercando, quando occorre, di dare ulteriori spiegazioni agli immigrati in fila, onde evitare inutili momenti di tensione. Senza contare che una nostra assoluta priorità è la professionalità: la competenza è e deve essere sempre considerata come una delle più alte forme di carità. A cominciare dal nostro lavoro”. (SEGUE)