Roma, 5 dic – Crescono gli investimenti del settore bancario italiano e la tecnologia si conferma, anche per il 2006, una leva competitiva fondamentale per le banche, che puntano a rafforzare le infrastrutture informatiche per aumentare l’efficienza, razionalizzando spese e processi. A ribadire la centralità dell’innovazione tecnologica è l’edizione annuale dell’Osservatorio Abi sui costi amministrativi delle banche. In un contesto internazionale sempre più concorrenziale, dunque, la crescita dell’efficienza interna e il controllo dei costi sono pilastri su cui poggiano i piani di sviluppo delle banche italiane. Nel 2006 – spiega l’indagine, elaborata su 50 gruppi e presentata al convegno Abi “Costi & Business” che si è tenuto oggi a Roma, nelle sede di Palazzo Altieri – i primi 50 gruppi bancari (il 90% del settore) hanno sostenuto spese complessive per 48,6 miliardi di euro. La prima voce di costo è quella del “personale”, che ha inciso sui bilanci delle banche per circa 29,4 miliardi di euro. Il settore bancario, inoltre, ha sostenuto “altre spese amministrative” per 17,2 miliardi di euro, con un incremento del 4,1% rispetto al 2005. All’interno di questa voce troviamo sei tipologie di spesa: le “spese generali” (34,3%, all’interno delle quali le “imposte indirette” pesano per il 27,8%) e al secondo posto, con il 24% degli investimenti, l’innovazione tecnologica. Seguono le “spese professionali” (13,7%, consulenze, spese legali e così via), le “spese di manutenzione e fitti passivi” (13,6%) e le “spese di pubblicità” (7,6%). Nei bilanci delle banche italiane, il 2006 è stato anche l’anno degli adeguamenti alle nuove norme europee, con Basilea2, gli Ias, Mifid e Sepa, e della nuova fase di ristrutturazione che ha interessato il settore. Su questi fronti, infatti, è stata investita parte dei quasi 2 miliardi di euro che rappresentano gli “oneri non ricorrenti”, mentre il 32,8% ha finanziato le operazioni di fusione e acquisizione. Complessivamente le spese “una tantum” hanno pesato per l’11,9% sui costi sostenuti durante l’anno dalle banche. Nel 2006, due attività principali hanno caratterizzato la struttura dei modelli di business del settore: l’attività di banca commerciale, che genera il 46,2% della redditività lorda complessiva, ed il credito al consumo (16,7%). Vi sono poi altre sei aree di attività che contribuiscono, in media, per oltre il 5% alla redditività dei gruppi: mutui residenziali (6,5%), asset management (5,7%), finanza personale (5,2%), banca d’investimento (5,2%), trading (5,2%) e sistemi di pagamento (5,1%). Sotto il profilo operativo, lo sportello e internet rappresentano i canali di distribuzione più importanti. A livello medio di sistema, infatti, la rete sportelli assicura ai gruppi del campione il 73% della redditività lorda complessiva, seguita con un 12,7% dagli altri canali (gestori di portafoglio, esercizi commerciali ed attività di sviluppo delle Business Unit).